La primavera in corso sarà importante per il Gavi Docg: alcuni dei nuovi vigneti che interessano l'area di produzione potranno essere impiantati con l'impiego di 10.539 barbatelle clonali, suddivise in 13 potenziali nuovi cloni, su 3 diverse combinazioni d'innesto, che provengono dal Progetto di selezione clonale intrapreso dal Consorzio Tutela del Gavi nel 1997.
Nel panorama vivaistico-viticolo piemontese la propagazione del vitigno Cortese ha da sempre riscontrato notevoli carenze per quanto concerne la disponibilità di selezioni clonali adatte al territorio: alla luce di queste considerazioni, nel 1997, il Consorzio tutela del Gavi sentì l'esigenza di sollecitare, garantendo un adeguato sostegno economico, un lavoro di miglioramento genetico e sanitario in grado di individuare nuovi biotipi di 'Cortese' che fossero espressione del territorio - cioè appartenenti alla popolazione locale - e le cui caratteristiche rispondessero agli orientamenti colturali e produttivi finalizzati al miglioramento della qualità emersi negli ultimi anni.
 All'allora Centro Miglioramento genetico e Biologia della Vite - Cnr di Grugliasco (oggi divenuto Unità Staccata dell'Istituto di Virologia Vegetale), costitutore riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, veniva quindi affidata dal Consorzio Tutela del Gavi la responsabilità scientifica di un progetto finalizzato ad un nuovo ciclo di selezione clonale per il vitigno "Cortese", con la collaborazione della Fondazione Giovanni Dalmasso, operante presso l'Università di Torino, dello Studio di Consulenza "Progetto Agricoltura" di Alessandria e di Davide Ferrarese.
E' stato siglato un preciso accordo fra il Consorzio Tutela del Gavi e la Sezione Vigneto Piemonte della Vignaioli Piemontesi per rispondere all'emergenza data dalle fitoplasmosi della vite e la necessità di adottare la pratica della termoterapia in acqua come prevenzione alle fitoplasmosi, in primis Flavescenza dorata e Legno nero.
Il lavoro di selezione portato avanti dal Consorzio Tutela del Gavi sulla varietà Cortese è decisamente strategico ed importante per la qualità dei vini prodotti dalle aziende vitivinicole, socie in particolare, e in generale per l'arricchimento del genoma viticolo piemontese. Con le produzioni di barbatelle del 2008, i cloni omologandi di Cortese di proprietà del Consorzio Tutela del Gavi saranno sottoposti a termoterapia.
Intanto il lavoro della selezione clonale continua, poiché nel 2009 potranno esser disponibili nuove barbatelle clonali, in attesa dell'omologazione sulla Gazzetta Ufficiale dei nuovi cloni di Cortese.