Luca Sartori (nella foto a sinistra) è il nuovo presidente del Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella. Sartori, 50 anni, si occupa della produzione e della gestione interna nell'azienda di famiglia di Santa Maria di Negrar, presieduta dal fratello Andrea (presiedente anche dell'Unione italiana vini) e dove ricopre incarichi manageriali anche il cugino Paolo. Luca Sartori subentra a Emilio Pedron (nella foto a destra), amministratore delegato del Gruppo italiano vini, e nel suo triennio di mandato sarà affiancato da due vicepresidenti: Daniele Accordini, direttore tecnico della Cantina 'Valpolicella” di Negrar e presidente della sezione Veneto Luca Sartorioccidentale di Assoenologi, e Giuseppe Nicolis, enologo presso l'azienda di famiglia 'Angelo Nicolis & figli” di S.Pietro in Cariano. Presidente e vicepresidenti sono stati eletti per acclamazione dal rinnovato consiglio di amministrazione del Consorzio stesso, composto da altri 12 consiglieri.

Il presidente uscente Emilio PedronPer quanto la Valpolicella vinicola stia attraversando un momento felice, grazie al perdurante successo sui mercati dei suoi vini più importanti, Amarone e Valpolicella Ripasso, Sartori non nasconde che i problemi non mancano e le cose da fare sono tante: «La prima cosa importante cui mettere mano sono le fascette per le bottiglie di Amarone della Valpolicella», esordisce il neo-presidente. «Finora abbiamo ricevuto dal Ministero solo quelle per le bottiglie da 0.75, ci mancano quelle per gli altri formati. A parte ciò, personalmente non ho rinunciato all'idea di chiedere la Docg per questo vino: la fascetta, infatti, è solo un sistema per mostrare al consumatore che contiamo le bottiglie, cosa che di fatto facciamo già. Ma non è la Docg».

Anche la fortuna commerciale dei rossi della Valpolicella rischia di trasformarsi in un boomerang per i produttori, se non verrà gestita con oculatezza: per questo il nuovo Cda si ripropone di sostenere con forza la Camera di commercio nella sua azione di difesa dei marchi, primo tra tutti quello del Ripasso. Inoltre, in continuità con l'operato di Pedron, si proseguirà nell'impegno di promuovere in maniera più efficace e diffusa anche gli altri vini della Valpolicella: «Penso al Recioto, per esempio – continua Sartori – un vino che da qualche anno sembra risalire la china, ma il cui consumo è ancora troppo limitato e circoscritto soprattutto nelle nostre zone. Fuori da Verona non è conosciuto. In realtà è un prodotto straordinario, che ha pochi rivali, in Italia e nel mondo: quando si parla di vini dolci infatti si pensa subito ai passiti bianchi, mentre il Recioto della Valpolicella è un rosso». Altro vino da rilanciare il Valpolicella d'annata: «Non può andare perso. è vero, molti produttori stanno rinunciando a produrlo, ma è un errore, perché è il vino ideale per la tavola di ogni giorno. Anche qualora occorresse riposizionarlo in una fascia di mercato più alta».