Forse, ma questo i produttori lo sanno bene tanto che quasi la metà dei vini in degustazione erano campioni da botte, un po' di invecchiamento non guasterebbe, ma certo l'annata presentata alla recente Anteprima è più che di buon livello. Più della metà dei vini presentati merita punteggi alti (da Avignonesi a Fattoria del Cerro, da Poliziano a Poggio alla Sala, da Contucci a La Braccesca, per non parlare di selezioni e riserve di altissimo livello) a conferma della qualità raggiunta oggi dal Nobile di Montepulciano, certamente fra i vini più interessanti di tutta Italia.
E intanto si presenta un'altra annata in prospettiva ancora più importante. Il 2007 ha infatti ottenuto le 5 stelle (massimo punteggio nella scala) da parte di una commissione di esperti. L'annuncio è stato dato in occasione del tradizionale appuntamento con l'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano. «Un'altra grande annata per il nostro vino – ha affermato il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Luca Gattavecchi, alla sua prima Anteprima da presidente – che conferma la continuità dell'ottima qualità del Vino Nobile di Montepulciano dovuta sia alle caratteristiche del terroir, ma anche a un'affinata esperienza da parte dei nostri produttori che ogni anno riescono a ricavare dalla vigna il miglior prodotto per qualità».

 Il che fa parlare il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Luca Gattavecchi del Vino Nobile di Montepulciano di «un'altra grande annata per il nostro vino che conferma la continuità dell'ottima qualità del Vino Nobile di Montepulciano dovuta sia alle caratteristiche del terroir, ma anche a un'affinata esperienza da parte dei nostri produttori che ogni anno riescono a ricavare dalla vigna il miglior prodotto per qualità».
La grande qualità del Nobile 2007 è stata rimarcata dalle relazioni dell'enologo Lorenzo Landi e del collega francese Chriostophe Ollivier che nell'occasione ha condotto una orizzontale di tre campioni della vendemmia 2007. Secondo l'esperto francese questa annata sarà caratterizzata da profumi intensi e grande struttura dei vini i quali saranno in grado di sostenere lunghi invecchiamenti. Un vino dall'elevata morbidezza che forse perderà prima di altre annate la durezza iniziale dei tannini che lo caratterizza da sempre.
L'anno scorso non sarà peraltro ricordato solo per l'estrema qualità dei prodotti, ma anche per i risultati di un mercato in crescita, soprattutto all'estero. Il vero record è rappresentato dal Rosso di Montepulciano, la Doc che da qualche anno si sta presentando come vino di media fascia. Nel 2007 il Consorzio di Montepulciano ha dichiarato idonee oltre 3 milioni di bottiglie di Rosso di Montepulciano (+63,2% rispetto al 2006 equivalente a 1.100.000 bottiglie in più). Significativo anche il dato del Nobile che con il 2007 ha superato per la prima volta quota 8 milioni di bottiglie registrando un +36,4% rispetto al 2006 (pari a circa 860mila bottiglie).
Le esportazioni di Nobile raggiungono il 60%, mentre il resto della produzione vede la Toscana in testa (oltre il 20%), seguita dalla Lombardia.
Ricordiamo che l'Anteprima 2008 potrebbe definirsi quella dei record. Il primo segnato domenica e lunedì 17 e 18 febbraio quando nelle giornate dedicate agli operatori avevano invaso il cuore di Montepulciano oltre 1.500 visitatori. E la seconda per il numero dei giornalisti presenti all'Anteprima, oltre 150.

a.l.

Contucci e Avignonesi, regole antiche per il Vin Santo

 Nella scelta fra tradizione e innovazione a Montepulciano, forse più che altrove, ci si imbatte obbligatoriamente nel Vin Santo, vero vino di fantasia secondo la definizione di Giacomo Tachis.
La tradizione secolare è stata fissata in un disciplinare nel ‘96, ma la varietà di produzione è molto ampia. Se aziende come Poliziano e Fattoria del Cerro puntano ad esempio su tempi brevi e barrique (realizzando prodotti più puliti e secchi), c'è chi alla tradizione resta fedele, sia per l'uso dei caratelli, che del lungo appassimento delle uve e anni di invecchiamento.
é il caso del più famoso e celebrato Vin santo di Avignonesi (anche nella versione occhio di pernice realizzato con Prugnolo gentile e Sangiovese) che resta sigillato nelle botticelle per 10 o 12 anni. Più breve in media il percorso del Vin Santo di Contucci (attorno ai 6 anni) che pure resta uno dei punti fermi della tradizione. Ne è portabandiera il cantiniere Adamo che per il Nobile da tempo è maestro del rigore nell'uso del legno: niente barrique solo botti fra gli 8 e i 25 ettolitri. E i vini da lungo inveccchiamnento gli danno ragione.

Fattoria del Cerro, primato di qualità e superficie di vigneti

I consorzi toscani fra tradizioni, tracciabilità e giovani

Link per scheda sul Consorzio Nobile e Rosso

Link per il Vino Nobile di Montepulciano alla conquista di Bologna (11 marzo)