Scandalo Brunello: Sartori (Uiv) chiede un po' di cautela...
In relazione alle notizie che stanno diffondendo "ombre" sul Brunello di Montalcino il presidente di Unione italiana vini, Andrea Sartori, dichiara: «Unione italiana vini è al fianco delle imprese che - non deve essere dimenticato - hanno contribuito ad affermare il made in Italy enologico nel mondo».
Nell'attesa della conclusione delle indagini in corso, il presidente di Unione italiana vini impegna l'associazione a una valutazione responsabile dei fatti e si augura che analogo atteggiamento responsabile sia adottato da ogni soggetto a vario titolo interessato alla vicenda per non arrecare inutili danni all'immagine del vino italiano nel mondo.
Intanto, secondo quanto rende noto un'agenzia dell'Agi, sono tuttora in corso le verifiche sul rispetto del disciplinare del Brunello di Montalcino. A puntualizzarlo in una breve nota è la Procura della repubblica di Siena che sta conducendo l'inchiesta, di cui si occupano lo stesso procuratore capo Nino Calabrese e il sostituto Mario Formisano coadiuvati dalla guardia di Finanza e dagli uomini dell'Ispettorato centrale per il controllo di qualità dei prodotti agroalimentari di Firenze.
Nella stessa nota i magistrati puntualizzano che «non è vero quanto riportato da alcuni organi di informazione circa l'impiego nella produzione di Brunello di vino proveniente dalla Puglia». Un'ipotesi sulla quale il consorzio del Brunello sottolinea di non avere alcun riscontro. Il consorzio del Brunello di Montalcino dal 2004 è stato incaricato dal Ministero delle politiche agricole di esercitare i controlli sui vigneti e sui vini prodotti con la denominazione Brunello di Montalcino. Per quanto attiene alla purezza dei vigneti di Brunello, nel 2007 il Consorzio ha completato l'ispezione su oltre 1667 ettari di vigneto iscritto. Da cui è emerso che sono state rilevate alcune non conformità che hanno interessato solamente 17 ettari, pari a una percentuale di circa l'1% dei vigneti controllati.

