Distributori di bevande contro l'accordo Coca Cola-Illy
Dopo l'accordo tra Coca Cola e Illycaffè per la creazione di una joint venture a livello globale, finalizzata al lancio di tre nuovi prodotti a base di caffé ready to drink in confezione lattina a marchio Illy, monta la protesta della Federazione italiana grossisti distributori di bevande (Italgrob) contro quella che ritiene una vera e propria "monopolizzazione del mercato italiano ed internazionale" messa in atto dalla Coca Cola Company. I grossisti, già in causa per concorrenza sleale e abuso di dipendenza economica presso il tribunale civile di Roma con Coca Cola Hbc (la società a cui è affidata la distribuzione dei tre nuovi prodotti e che produce e distribuisce i prodotti Coca Cola in Italia), contestano il fatto che la multinazionale di Atalanta, dopo la controversa acquisizione di Acqua Lilia in Italia, «completi la gamma dei propri prodotti con una delle eccellenze nazionali: il caffè».
«Un ulteriore tassello nella politica di monopolizzazione del mercato italiano ed internazionale posta in essere dalla Company – commenta Franco Bruno Marini, coordinatore nazionale Italgrob – che da tempo agisce sia sul fronte dei prodotti che su quello della distribuzione». L'operazione rappresenta in effetti un ulteriore rafforzamento della posizione dominante di Coca Cola in Europa, mentre in Italia, oltre a ribadire il suo predominio nel mercato dei ready to drink, Coca Cola consolida con questo nuovo passo la sua strategia di spersonalizzazione del consumo e di dequalificazione dell'attività degli altri membri della filiera, con particolare riferimento ai grossisti e agli esercenti del canale Horeca. Basti ricordare l'attivazione della rete di distribuzione diretta dei prodotti Coca Cola in tutti i pubblici esercizi del Centro-Nord Italia e la conseguente applicazione di condizioni di vendita discriminanti per i grossisti, l'acquisizione della Eurmatik - società italiana di distribuzione automatica – il recente accordo con la Federazione italiana tabaccai per la distribuzione di frigovetrine Coca Cola in tutte le tabaccherie nazionali e da ultimo l'arrivo del caffè in lattina.
«Ci troviamo di fronte ad una politica chiaramente finalizzata a un unico obiettivo: l'indebolimento della concorrenza, a scapito delle realtà più piccole, e non stiamo parlando solo di noi grossisti - continua Marini –, ma di tutti gli attori del mercato italiano del beverage, e in particolar modo dei pubblici esercizi. Da qualche anno, ormai, l'economia del nostro Paese stenta a decollare, e i consumi fuori casa, che risentono fortemente della progressiva perdita di potere d'acquisto delle famiglie, non saranno certo sostenuti da questo continuo tentativo di spersonalizzare la vendita di bevande, già favorita dall'incontrollata diffusione dei distributori automatici».
E conclude: «Ormai è chiaro – come già ribadito durante il Convegno di Pianeta Birra di febbraio - che grossisti ed esercenti potranno vincere la propria battaglia solo specializzandosi sempre di più, offrendo ai clienti un servizio di consulenza e prodotti innovativi e che funzionino, evitando di promuovere prodotti sempre più massificati e globalizzati».
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