Via XXV Luglio 17 - 56030 Terricciola (Pi)
Cell 338 7317637
info@terredelsilenzio.it

 Matteo Cantoni

Presidente: Matteo Cantoni
Ettari vitati: 86
Vitigni: Trebbiano, Malvasia Bianca, Colombana, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Viognier, Sangiovese, Colorino, Canaiolo, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah

Bottiglie prodotte: 300.000
Numero etichette prodotte: 39

Aziende associate:
1) Alberto Bocelli
2) Azienda agricola Bellavista Toscana
3)
Azienda agricola Castelvecchio
4) Fattoria Fibbiano
5) Paoletti Gualandi
6) Fattoria Pieve de' Pitti
7)
Azienda agricola Poggio Sette Venti
8)
Azienda agricola Vallorsi


La storia del territorio

Un ritrovamento casuale nel 1991 porta alla luce una scoperta fondamentale per il territorio. Si tratta, infatti, di una piccola sepoltura che nasconde però in sé un grande tesoro per la storia della viticoltura dell'area: la Tomba di Scannicci a Terricciola. Tra gli oggetti ritrovati spiccano, infatti, un'anfora da trasporto ed un lagynos. Questo particolare manufatto è la brocca del vino legata al culto del dio Bacco. Lagynos è infatti il vaso funzionale ai rituali della feste dionisiache.

La presenza di questa brocca in una tomba della zona contribuisce ad affermare la presenza della vite e dei culti riservati alla sua divinità, fin dal terzo secolo avanti Cristo, epoca alla quale risalgono i reperti. Il legame di queste terre con l'archeologia e la storia è documentato da un'innumerevole serie di necropoli e tombe che si possono trovare anche nelle aziende dei consorziati.

Le stesse aziende dei consorziati testimoniano il legame tra la vite ed il territorio lungo l'arco dei secoli. Negli archivi di alcune aziende, infatti, si possono riscoprire possedimenti vitati nel territorio (che con la fine della civiltà romana diventa, nell'Alto Medioevo, area longobarda) che sottolineano una continuità e la riscoperta della viticoltura in quest'area. Dal Cinquecento in poi, la presenza di un discreto numero di ville fattoria sullo stile mediceo che accompagnano anche la produzione della vite è un'ulteriore testimonianza di un percorso storico continuo.

è con il Settecento, poi, che la riscoperta della vita in campagna trasforma ulteriormente il territorio con un vero e proprio pullulare di uno sviluppo edilizio rurale che, forte delle politica di incentivazione agraria voluta da Pietro Leopoldo di Lorena, assegna un ruolo preminente alla Valdera. L'Ottocento consolida questa tradizione vinicola che si affaccia ai primi del Novecento con determinazione. Proprio dai primi dl Novecento che inizia per noi il viaggio in una tradizione quasi orale, laddove i nonni degli attuali produttori, sono testimonianza diretta di un filo rosso che accompagna la storia vinicola di questa valle.

I vini

Un territorio ricco di esperienze produttive che, grazie ad un sapiente blend naturale di microclima e geologia, è terreno fertile per la viticoltura e per la multiculturalità. Ovviamente gli uvaggi riportati non indicano la presenza degli stessi in tutte le aziende, ma la potenzialità complessiva delle otto realtà produttive. In quest'ottica si sviluppa la produzione di Terre del Silenzio. Multivarietà con una propensione per il sangiovese, cultivar che in Toscana ed in questi territori è un varietale che dà frutti molto interessanti. Ma la sperimentazione su campo ha introdotto in questi territori anche altri uvaggi autoctoni ed alloctoni, tra i quali emerge il Cabernet Sauvignon.

Nello specifico, tra le produzioni dei Consorziati a Terre del Silenzio, emergono diverse tipologie di cultivar impiantate. Tra i bianchi troviamo espressioni territoriali come Trebbiano, Malvasia e Colombana, ma anche alcuni ettari di Vermentino. A questi si aggiungono cultivar tipicamente alloctone come lo Chardonnay ed il Sauvignon blanc. Tra le uve utilizzate, si trova anche una parte di Viognier.

Interessante anche il panorama che si apre sulle tipologie a bacca rossa. Come anticipato il Sangiovese svolge un ruolo preponderante anche per la presenza della Docg Chianti. Sempre tra le rosse troviamo i tradizionali toscani Canaiolo e Colorino con una discreta presenza, mentre, tra gli alloctoni, la percentuale maggiore di piantato riguarda il Cabernet Sauvignon. Tra gli internazionali troviamo anche il Merlot e Syrah.

Complessivamente è giusto sottolineare come la tradizione del territorio della provincia di Pisa, al cui centro emerge la realtà del Consorzio Terre del Silenzio, abbia il suo fulcro nella produzione dei rossi tra cui spiccano quelli a denominazione Igt e i Docg Chianti (generico). La presenza di una bella varietà di uve a bacca bianca deve, però, rimarcare anche la scelta di produzione a favore di alcune tipologie di bianco. La mineralità di questo terroir, infatti, dona a questi prodotti sensazioni di piacevolezza molto intriganti. Bisogna, inoltre, ricordare come questo territorio, sia incluso nell'area di produzione del Chianti generico e del Chianti Colline Pisane, con la possibilità di rivendicare alcune Doc come il Bianco Pisano di San Torpè (anche Vin Santo), il Colli dell'Etruria Centrale, il Vin Santo del Chianti.

Il territorio
La Valdera è una zona geografica ben definita della Provincia di Pisa. I suoi confini sono a Nord la città di Pontedera e l'Arno ed a sud il territorio di Volterra e della Val di Cecina. In questa area di 624,17 km2 (187 ab/km2) risiedono (dati del 31 dicembre 2007) 117.517 abitanti.
Il territorio prende nome dal fiume che l'atraversa, l'Era, affluente dell'Arno, ed indica, in effetti, il territorio delle Colline Pisane, proprio a ridosso dalla parte del versante Ovest ai monti livornesi a due passi dal Mar Tirreno.

Della Valdera fanno parte i comuni di Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Lajatico, Lari, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Terricciola, Pontedera (che ne rappresenta il capoluogo ideale). Nella Valdera, istituzionalmente fanno parte anche comuni che geograficamente si collocano in Valdarno, come Bientina, Buti, Calcinaia e Santa Maria a Monte. Le otto aziende associate si collocano principalmente in due comuni: Terricciola e Lajatico.