Il 2007 sul fronte export chiude in positivo per l'Italia. Secondo i dati preliminari diffusi dall'Istat, da gennaio a dicembre il nostro Paese ha esportato vini per un valore di 3,5 miliardi di euro, in crescita dell'8% rispetto al 2006. In aumento, ma molto meno marcato, i volumi: i dati Istat, espressi ancora in tonnellate, parlano di un aumento di appena l'1,4%, a 1,9 milioni di tonnellate.
 Con 828 milioni di euro e una crescita del 2,5%, gli Stati Uniti si confermano primo mercato a valore del vino italiano, seguiti dalla Germania a 728 milioni e una crescita dell'1,6%, mentre più sostenuta è la performance del Regno Unito, +18% a 457 milioni. Tra i mercati storici, bene la Svizzera (+11%), la Scandinavia (Svezia +12%, Norvegia +19%, Danimarca +5% e Finlandia +9%) e l'Irlanda (+30%), mentre sono praticamente fermi il Giappone (+1%) e l'Austria (+2%). Debole la crescita sull'importante mercato canadese (+3,5%), in Belgio (+5%) e nei Paesi Bassi (+6,5%), mentre addirittura negativi si presentano la Francia (-1%) e il Lussemburgo (-1,4%).

Guardare a Est
Per rifarsi gli occhi bisogna guardare un po' più a Est, dove continua la crescita sostenuta dei Paesi nuovi entrati nell'Ue, con Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria a fare da battistrada (+23%, +15% e +31%), oltre alla Russia (+42%) che si candida a entrare nella top ten (i 57 milioni di euro le valgono per ora il 12º posto). Ancora a Est troviamo uno dei mercati più promettenti del vino italiano, l'Ucraina, che continua a macinare record mese dopo mese, chiudendo il 2007 con 3,4 milioni di valore per una crescita anno su anno del 198%.
Tre cifre percentuali le sfodera anche il ricco mercato sudcoreano, +106% a 13 milioni di euro, che ci introduce in un continente, quello asiatico, che oltre alla Cina (+55%) e all'India (+12%) mostra segni di apprezzamento crescente per il vino tricolore in mercati molto ricchi, come Hong Kong (+35%), fresca di taglio delle accise sul vino, e Singapore (+28%).
Nell'emisfero Sud, infine, ottime le performance di uno dei nostri storici competitor, l'Australia, che ha speso in vino italiano 18,5 milioni di euro (+27%), così come quelle del Brasile (+22% a 23 milioni di euro). In crescita a due cifre anche il Messico (+21%), mercato che da tempo dimostra di essersi aperto completamente al vino d'importazione.
Una nota conclusiva riguarda l'import, che ha chiuso con 345 milioni di euro (+17,5%), con l'83% del prodotto in provenienza dai mercati dell'Ue 27 (+17%). L'import extra Ue chiude invece a +21%.