Rosati tutto l'anno, rigorosamente italiani

La seconda edizione della guida 'Rosati d'Italia”, edita da Cucina & Vini e curata da Massimo Di Cintio, dipinge il grande potenziale dei vini rosati italiani non solo in patria ma anche all'estero. La qualità non si discute, anche se ci sono ancora margini di crescita ma il primo 'baluardo” da abbattere è la stagionalizzazione.
Infatti ancora oggi molti relegano i vini rosati a un determinato periodo dell'anno, quello estivo, limitando le qualità di questi vini che non sono solo freschi, leggeri ed estivi. Ma hanno svariare potenzialità. Parola d'ordine della guida è destagionalizzare il consumo e la promozione dei rosati a fronte di una ricca presenza di aziende produttrici. Sono 395 i rosati selezionati, la classifica vede in testa la Puglia con 53 vini seguita da Abruzzo. I vini con le bollicine hanno una sezione a sé che conta ben 51 spumanti.
I vini sono presentati in schede molto dettagliate, raccolte per regione e per zona di origine - Docg, Doc e Igt - a ribadire lo stretto legame tra vino e territorio. Non mancano evidentemente gli spumanti rosati. Il cuore della scheda è costituito dalla descrizione del vino: una degustazione effettuata da un panel di assaggiatori e completa di tanti dati produttivi sul vino e, nella parte sottostante, sull'azienda produttrice, con indicazioni riguardo la possibilità di visitare la Cantina e la presenza in loco di strutture ricettive e della ristorazione.
Nota particolare per la segnalazione dei migliori rosati in commercio, quei vini 'da non perdere” che contribuiscono a restituire la dignità che merita questa tipologia, dei vini cioè da consumare in ogni momento dell'anno potendoli scegliere nel modo giusto. In particolare mette in evidenza ben 24 etichette di tutta Italia: 3 in Lombardia, 3 in Alto Adige, 2 in Veneto, 1 in Friuli Venezia Giulia, 6 in Abruzzo, 4 in Puglia, 2 in Calabria e in Sardegna, 1 in Campania.
Vaccarini: da raggiungere l'obiettivo qualità e promozione
è un mercato promettente e apprezzato dal consumatore, ma che necessita di maggiore stabilità qualitativa da parte dei produttori, quello dei rosati secondo il parere esperto di Giuseppe Vaccarini (nella foto), sommelier di fama internazionale e presidente dell'Aspi.
«Il vino rosato è un prodotto tipico dei Paesi produttori di vino che si affacciano sul Mediterraneo. è un vino dal colore accattivante che conquista immediatamente il consumatore per il suo splendido colore rosato dalle diverse tonalità. In genere è un vino che viene richiesto nei mesi estivi perché regala la suggestione di dissetare, soprattutto se è servito molto fresco. Il suo profumo è spesso ricco di aromi molto fruttati, piace e conquista subito anche chi non lo conosce, in particolare le signore.
E' apprezzato da una clientela giovane e con poche esigenze gastronomiche perché un consistente numero di vini rosati ha caratteristiche organolettiche semplici e non complesse, contraddistinte dalla fragranza degli aromi e dalla freschezza del suo gusto. Viene consumato per accompagnare piatti leggeri, soprattutto nei mesi estivi, a base di insalate di mare, primi piatti a base di pasta e verdure e secondi a base di carni bianche e pesci di mare arrostiti - prosegue Vaccarini.
Personalmente ho notato che negli ultimi anni è leggermente aumentata la richiesta di questi vini anche se faticano a raggiungere una più meritata affermazione ed apprezzamento da parte del consumatore in generale. Ho anche notato che appaiono raramentesulle carte dei vini dei "grandi" ristoranti al di fuori dell'Italia. Credo che occorra una maggiore stabilità qualitativa da parte dei produttori di vino».

