Recioto, bandiera della zona vicentina
La Villa da Porto Barbaran, che domina la vallata di Montorso Vicentino, ha ospitato la simpatica manifestazione dedicata alla prima spremitura dei 'Picai” del Recioto. Passato e presente si fondono, quasi annullando il tempo e riportandoci attraverso i costumi dei protagonisti ai tempi del ‘400.
I tradizionali 'picai” di uva, trasportati a spalle, sono stati pigiati come allora in un antico torchio e il mosto offerto al pubblico da Claudia Andreatti (Miss Italia e madrina dell'evento) che ha aggiunto dolcezza a dolcezza.
Assaggiare il mosto è un'esperienza unica per rendersi conto dell'evoluzione e dell'arte necessarie per ottenere questo nettare affascinante: il Recioto, passito veneto per eccellenza, prodotto nelle province di Verona e Vicenza. Nella prima se ottenuto dalle uve tipiche della Valpolicella (Corvina veronese, Rondinella e Molinara) ha un bel colore rosso granato e note fruttate di more e marasche mature, se deriva da uve Garganega e Trebbiano di Soave il suo colore è giallo dorato chiaro e al naso è finemente fruttato ed elegante.
Nella vicina provincia di Vicenza, invece, il vitigno utilizzato è la locale Garganega che conferisce al vino uno splendido color giallo dorato e profumi intensi di frutta matura.
Il Recioto è comunque un vino amabile (salvo una versione spumante nella zona di Soave).
Il comune di Gambellara (che dà il nome alla Doc) è al centro di un'area vinicola (insieme ai comuni di Montebello Vicentino, Montorso e Zermeghedo) vocata ai vini bianchi, ottenuti dalla diversa lavorazione della Garganega, conosciuta anche come Gambellara. Ma il Recioto è il vino bandiera della zona. è ottenuto dall'appassimento dei grappoli 'picai” (grappoli 'appesi” in modo da favorire la circolazione dell'aria e quindi la concentrazione delle sostanze negli acini).
Il Recioto nasce in vigna nel momento della vendemmia quando avviene la selezione delle uve migliori, addirittura con la scelta delle 'recie” (da cui il nome Recioto), cioè i 'racimoli” più alti ed esterni (cioè le orecchie, le ali del grappolo). La Garganega per la conformazione del grappolo e per la resistenza degli acini è ideale per questo tipo di trattamento.
Le uve selezionate sono fatte appassire appese in luoghi ben aerati e asciutti fino alla pigiatura che avviene in modo soffice generalmente a dicembre. Il vino che si ottiene è vivo, brillante e dal profumo intenso e fruttato.

