Fu nell'occasione di una verticale di Taurasi Terredora, che conobbi Paolo Mastroberardino, uno dei produttori vitivinicoli più importanti sul mercato. Ci lasciammo con la promessa di ritrovarci più in là nella stagione, sottolineando quanto sarebbe stato bello e interessante se fossi sceso a far visita alle Cantine Terredora e ai suoi vigneti, magari in piena vendemmia. Fu proprio così.
 Montefusco, dal 1284 al 1806, capitale del Principato Ultra, conserva numerosi monumenti che testimoniano il suo illustre passato. Il Borgo irpino si trova nel mezzo di campagne e colline coltivate a vigneti, quei vigneti che hanno reso celebre l'Irpinia. Terra di Taurasi che nasce nel vigneto di Lapio, nella località CampoRe. Per quell'occasione mi ero preparato, avevo letto di quel vino e del territorio in cui l'Aglianico primeggia, tra le province di Benevento e Avellino. Mariti, mogli e figli sono lì per la vendemmia.
Alcuni terreni sono di proprietà, altri sono poderi in affitto, ma la cosa che sorprende è come tutto il paese si mobiliti per questo appuntamento e tutti sperano sia di buona vendemmia.
La visita in cantina mi mostra una struttura moderna e incastonata nel paesaggio naturale che offrono i vigneti di Serra di Montefusco. «Con 154 ettari di vigna in proprietà, siamo la più importante ed estesa azienda viticola in Campania, in area a Denominazione di origine controllata e garantita, dove la vigna è coltivata con le più attente tecniche di allevamento e con la costante ricerca del perfetto equilibrio con l'ambiente» - dice Paolo Mastroberardino nel presentare la sua azienda. «I vigneti coltivati nei pendii di natura argillosa e calcarea, sono tutti caratterizzati dall'ottima esposizione al sole, dal clima molto caldo, asciutto e ventilato, da grandi escursioni termiche e poche piogge distribuite nell'arco dell'anno. E accanto alle vigne, dove le pendenze diventano aspre, s'inerpica l'ulivo, da cui otteniamo anche un ottimo olio extravergine d'oliva, dalle caratteristiche uniche con fruttati che ricordano mandorla e nocciola tostata».
L'Azienda Terredora Di Paolo ha scelto di vinificare le uve dei vigneti di sua proprietà, in selezione, realizzando dei crù unici, frutto anche del lavoro di selezione clonale realizzato in azienda, quali il Greco di Tufo 'Terre degli Angeli”, prodotto in agro di Santa Paolina, e il Greco di Tufo ' Loggia della Serra ” prodotto in agro di Montefusco, il Fiano di Avellino 'Terre di Dora”, prodotto in Montefalcione, e il Fiano di Avellino 'CampoRe”, prodotto nei campi di Lapio.
Quest'anno anno tra i '100 Top Wine 2007” di Wine Spectator ben tredici sono vini italiani, tra questi è presente l'Azienda Terredora. Se lo scorso anno è stata premiata la Falanghina d'Irpinia Terredora 2004, quest'anno è toccato al Greco di Tufo Crù Loggia della Serra Docg 2005, che va a confrontarsi con nomi molto più blasonati dell'enologia mondiale. Questi risultati ci permettono ancora una volta di sottolineare, come nelle Cantine Terredora i passaggi della vinificazione siano curati e seguiti con scrupolo da tutta la famiglia, da Walter Mastroberardino (nella foto a destra), capofila di una generazione di viticoltori, a Lucio, Daniela e Paolo (nella foto da destra a sinistra).

Renato Rovetta

 

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