L'Istituto tutela grappa del Trentino, nato nel 1960, conta 29 soci dei quali 21 distillatori. L'Associazione delle donne che lavorano in distilleria, nata nel 2000, (anche lei con il marchio del Tridentum perché già simbolo ai tempi dei Romani della città di Trento), ne conta ben 16.
 Sei di loro, le più rappresentative, si sono incontrate a Milano nel corso di una degustazione di grappe trentine guidata dal segretario generale dell'Istituto Gianfranco Chiomento. In Italia esistono tre categorie di imprese che operano nel mercato della grappa: le distillerie vere e proprie che sono circa 135.500, gli imbottigliatori che la acquistano, la miscelano e la confezionano; i commercianti con marchio proprio che si fanno confezionare il prodotto da una distilleria o da un imbottigliatore. In Trentino la produzione di grappa rappresenta l'8% di quella nazionale, equivalente a circa 4 milioni di bottiglie. A rilevare che 'Trentino Grappa è donna” è stata Livia Bertagnolli (nella foto accanto), presidente dell'Associazione e da trent'anni nel mondo della grappa nella Distilleria G. Bertagnolli di Mezzocorona a fianco del padre. Dal 1982 ne è titolare insieme con il cugino Beppe. Della distilleria ha imparato tutto, dalla produzione alla logistica, dal marketing al commerciale. Secondo la Bertagnolli la grappa si è rinnovata molto grazie all'azione e alla sensibilità delle donne. La sua preferita è l'aromatica, di Moscato, ma è affascinata anche dalla barricata che ama abbinare al cioccolato fondente. Camilla Lunelli (nella foto in basso a sinistra), laureata alla Bocconi, dopo due anni in uno studio di consulenza milanese realizza il suo sogno: il volontariato in Africa. Nel 2004 decide di tornare a Trento nell'azienda di famiglia, la Ferrari Fratelli Lunelli. Qui, accanto allo spumante si coltiva la passione per la grappa con distilleria Signana. Nutre una spiccata passione per le grappe morbide e le invecchiate, soprattutto quelle complesse, così come sono complessi i viaggi che ama fare quando non lavora.
Anna Marzadro (nella foto a destra), invece, è da vent'anni in distilleria a Nogaredo con il padre e i due fratelli.  La sua casa si estende alla distilleria dove in autunno gli alambicchi riscaldano l'atmosfera e trasmettono calore nelle fresche serate trentine. è in questo particolare 'salotto” che ama distillare i suoi blend e le sue grappe. Tra le preferite quelle bianche semisecche, aristocratiche e un poco austere.
E ancora ecco le cognate Annamaria e Licia Pezzi di Campodenno, cresciute all'ombra del suocero e padre Fabio, mentre gli uomini lavorano in distilleria e tengono i contatti con le cantine per fare in modo che le vinacce arrivino al punto giusto e nel momento giusto. Si ritrovano anche a dare una mano in ufficio per snellire una burocrazia che nel settore della grappa è sempre più complessa. Infine Sara Rossi. Dopo la laurea con una tesi sul marketing della grappa, rientra nell'azienda familiare Dallavalle Rossi D'Anaunia di Revò. Del mondo della grappa l'affascina il prodotto e la sua versatilità. I suoi distillati preferiti sono quelli aromatici, in particolare il Moscato.
La grappa è fatta di evocazione e sensibilità, valore che le donne della grappa sanno interpretare al meglio.<Ad esempio, nel corso di 20 anni di Grape tasting al Vinitaly - secondo il parere del presidente del centro studi assaggiatori Luigi Odello - è più che raddoppiata, dall'11% al 25%, la presenza femminile alle degustazioni; una passione che continua a crescere. Propio le donne stanno portando una ventata di novità e di svolta al settore, richiedendo al prodotto massima qualità insieme a complessità aromatica>. m.f.