Rainoldi, l'eccellenza valtellinese ha calato il suo poker d'assi
Sin dal lontano 1925 la produzione di vini rappresenta per Rainoldi un affare di famiglia. Lo slogan dell'azienda 'Il vino come cultura” ben sintetizza la sua filosofia. Un'azienda, quella condotta da Aldo e Giuseppe Rainoldi (da sinistra nella foto in basso), che da sempre è garanzia di prodotti di grande eleganza ma che, negli ultimi anni, sembra definitivamente entrata a far parte del Gotha della produzione enologica nazionale. E in effetti il già ricco palmares registra anche quest'anno nuovi importanti premi.
Lo 'Sfursat” Fruttaio Cà Rizzieri si conferma ai vertici, aggiudicandosi i 'Tre bicchieri” sulla Guida dei Vini d'Italia edita da Gambero Rosso-Slow Food oltre che le 'Tre stelle” sui vini Veronelli.
Ma il vero poker Rainoldi l'ha calato con la Guida Viniplus 2008 dell'Ais Lombardia: quattro vini premiati con il miglior punteggio (le quattro 'Rose Camune”, simbolo della Regione) su quattro vini presentati: ovvero la miglior performance regionale. Da ricordare che nel 2005 Rainoldi si era aggiudicato il primo premio assoluto nel concorso Viniplus con lo Sfursat Fruttaio Ca' Rizzieri 2001, giudicato Miglior vino di Lombardia. Nel 2006, per la terza volta, conseguiva i 'Cinque grappoli” Ais-Bibenda e, per la quarta volta, il 'Super tre stelle” della Guida Veronelli. Al giovane enologo, oltre che comproprietario dell'azienda, Aldo Rainoldi, abbiamo chiesto un commento al riguardo.
«La nostra azienda è storica in Valtellina. Quando entrai in azienda nel 1999 la Rainoldi vantava già una forte esperienza sia dal punto di vista produttivo che commerciale. Ricordo le insistenti e ripetute prove di mio zio nell'uso del legno piccolo e la grande predisposizione verso l'esportazione. Ciò nonostante, ho cercato di portare in azienda tutti quegli elementi di novità raccolti nelle varie esperienze maturate in altre regioni vitivinicole. Se mi è concessa una battuta: tanti sono stati i cambiamenti negli ultimi anni, che nemmeno più la porta d'ingresso è collocata nel medesimo punto».
La domanda viene naturale: cosa è cambiato?
«I maggiori sforzi sono stati fatti nel vigneto. Tutti quelli di proprietà sono stati reimpiantati e le nuove acquisizioni sono state fatte valutando la possibilità di poter fare investimenti a lungo termine».
E in cantina?
«Penso che oggi i vini abbiano un rapporto diverso con l'ossigeno di quanto non avvenisse in passato. Cerchiamo di mantenere il più possibile l'originalità e la specificità del vitigno Nebbiolo; facciamo macerazioni di volta in volta differenti, cercando di interpretare le potenzialità dell'annata, ma soprattutto abbiamo accorciato i tempi di affinamento in legno. Il tempo che 'rubiamo al legno” lo destiniamo all'affinamento in bottiglia che è stato volutamente allungato».
Il risultato quale è stato?
«Credo che i vini Rainoldi abbiano una loro originalità, siano riconoscibili, per intenderci».
Cosa si aspetta dal futuro?
«Che alla Valtellina venga riconosciuta l'attenzione che si merita. Se il risultato della guida Viniplus è veritiero (venti vini valtellinesi su 40 premiati con il massimo punteggio) allora forse non siamo così lontani».
m.f.
Casa vinicola Aldo Rainoldi
via Stelvio 128,23030 Chiuro (So)
Tel 0342 482225 - Fax 0342 483775
www.rainoldi.com
Lo 'Sfursat” Fruttaio Cà Rizzieri si conferma ai vertici, aggiudicandosi i 'Tre bicchieri” sulla Guida dei Vini d'Italia edita da Gambero Rosso-Slow Food oltre che le 'Tre stelle” sui vini Veronelli.
Ma il vero poker Rainoldi l'ha calato con la Guida Viniplus 2008 dell'Ais Lombardia: quattro vini premiati con il miglior punteggio (le quattro 'Rose Camune”, simbolo della Regione) su quattro vini presentati: ovvero la miglior performance regionale. Da ricordare che nel 2005 Rainoldi si era aggiudicato il primo premio assoluto nel concorso Viniplus con lo Sfursat Fruttaio Ca' Rizzieri 2001, giudicato Miglior vino di Lombardia. Nel 2006, per la terza volta, conseguiva i 'Cinque grappoli” Ais-Bibenda e, per la quarta volta, il 'Super tre stelle” della Guida Veronelli. Al giovane enologo, oltre che comproprietario dell'azienda, Aldo Rainoldi, abbiamo chiesto un commento al riguardo.
«La nostra azienda è storica in Valtellina. Quando entrai in azienda nel 1999 la Rainoldi vantava già una forte esperienza sia dal punto di vista produttivo che commerciale. Ricordo le insistenti e ripetute prove di mio zio nell'uso del legno piccolo e la grande predisposizione verso l'esportazione. Ciò nonostante, ho cercato di portare in azienda tutti quegli elementi di novità raccolti nelle varie esperienze maturate in altre regioni vitivinicole. Se mi è concessa una battuta: tanti sono stati i cambiamenti negli ultimi anni, che nemmeno più la porta d'ingresso è collocata nel medesimo punto».
La domanda viene naturale: cosa è cambiato?
«I maggiori sforzi sono stati fatti nel vigneto. Tutti quelli di proprietà sono stati reimpiantati e le nuove acquisizioni sono state fatte valutando la possibilità di poter fare investimenti a lungo termine».

E in cantina?
«Penso che oggi i vini abbiano un rapporto diverso con l'ossigeno di quanto non avvenisse in passato. Cerchiamo di mantenere il più possibile l'originalità e la specificità del vitigno Nebbiolo; facciamo macerazioni di volta in volta differenti, cercando di interpretare le potenzialità dell'annata, ma soprattutto abbiamo accorciato i tempi di affinamento in legno. Il tempo che 'rubiamo al legno” lo destiniamo all'affinamento in bottiglia che è stato volutamente allungato».
Il risultato quale è stato?
«Credo che i vini Rainoldi abbiano una loro originalità, siano riconoscibili, per intenderci».
Cosa si aspetta dal futuro?
«Che alla Valtellina venga riconosciuta l'attenzione che si merita. Se il risultato della guida Viniplus è veritiero (venti vini valtellinesi su 40 premiati con il massimo punteggio) allora forse non siamo così lontani».
m.f.
Casa vinicola Aldo Rainoldi
via Stelvio 128,23030 Chiuro (So)
Tel 0342 482225 - Fax 0342 483775
www.rainoldi.com

