Il 3° Concorso internazionale consacra i top italiani di Barbera

Barbera: un nome evocativo di una regione, di una società. Come nei giochi di parole l'abbinamento immediato è Piemonte e, per quanto concerne il vino, di tale popolarità da meritare le attenzioni letterarie di poeti storici. è il vino di tutti e per tutti. Questo secondo l'immaginario collettivo. La realtà è, oggi, molto diversa.
La Barbera è coltivata in molte aree in Italia (con più di 50.000 ettari impiantati è con il Sangiovese il vitigno più diffuso) e all'estero e la qualità del vino è cresciuta enormemente, con punte di assoluta eccellenza ai vertici delle classifiche internazionali.
è ancor oggi il vitigno più diffuso in Piemonte (origina oltre il 50% del vino prodotto). Si tratta di un vitigno rustico, di notevole capacità vegetativa, con una rilevante quantità di grappoli e molto resistente ai parassiti e alle muffe. Le sue origini si perdono senz'altro nei secoli, ma non se ne hanno tracce documentali sino a un atto del XVII secolo custodito nel municipio di Nizza Monferrato. E prima? Non esisteva? Secondo la tradizione la Barbera è nata come 'frutto spontaneo” da semi di vitigni più antichi delle zone vitate del Piemonte e probabilmente del Monferrato, e le sue uve erano conosciute con un nome diverso: si ritiene che per la loro acidità fossero accomunate all'uva spina sotto la denominazione di 'grisa” o 'grisola”. Come vitigno la Barbera per la sua adattabilità ai climi asciutti e ai terreni argillosi e di media fertilità è diffuso in moltissime aree vinicole: Lombardia (in Oltrepò), Emilia Romagna (Colli Piacentini, Bolognesi e di Parma), Umbria, Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna (in realtà è un Carignan) e ovviamente Piemonte, suo terroir d'elezione specialmente nel sud della regione (Langhe, Monferrato, Tortonese, Alba e Asti).
Sono molte, quindi, le Doc originate da questo vitigno generoso che dà vita ovunque a vini schietti e robusti: in Piemonte sono 11 quelle a denominazione Barbera, inoltre il vitigno rientra nell'uvaggio di numerose altre Doc. Complessivamente la Barbera concorre alla produzione di oltre 200 Doc e Igt in 14 Regioni. Tra le molte Doc cui concorre: Barbacarlo, Buttafuoco e Sangue di Giuda in Oltrepò, Botticino nel Bresciano e Gutturnio nel Piacentino. In questi vini apporta alcol, acidità e colore. Il 40% circa del Barbera Doc è prodotto sotto la denominazione Barbera d'Asti, seguono il Piemonte Barbera con il 27%, la Barbera d'Alba con il 18% e la Barbera del Monferrato con il 15%. La produzione di Barbera piemontese supera i 650.000 ettolitri e si mantiene più o meno costante negli anni. è il vino più bevuto di tutto il nord-ovest essendo tra i primi quattro venduti in Piemonte, Lombardia e nelle province emiliane di Parma e Piacenza.
Il grappolo di forma piramidale è abbastanza compatto, di dimensioni medie e con acini ellissoidali, di grandezza media, colore blu e buccia sottile e pruinosa. La sua maturazione è medio-tardiva. Le uve Barbera possono ottimamente essere vinificate sia in purezza, sia abbinate ad altri vitigni. I profumi hanno spesso un'intensità accentuata, più fruttata nei vini giovani, tendente a note minerali e balsamiche con l'invecchiamento. Quello più giovane e vivace è per l'uso quotidiano, quello più strutturato per le occasioni più importanti, ma sempre con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Ricco il bottino del Piemonte tra i 49 premiati al Concorso
Alessandria ha ospitato le degustazioni del 3° Concorso internazionale del Barbera, realizzate dalla locale Camera di Commercio attraverso la propria azienda speciale Asperia, in collaborazione con Onav e Vinidea srl e, da quest'anno, anche con il Concours des Vines di Bordeaux.
A Renato Viale (nella foto), presidente della CdC di Alessandria, abbiamo chiesto alcuni aspetti tecnici del concorso.
«Innanzittutto è un concorso che si prefigge di valorizzare il vitigno più identificativo del Piemonte in quanto si coltiva nelle tre aree viticole principali della regione: Astigiano, Alessandrino e Cuneese - afferma il presidente. Durante i tre giorni di degustazione, i 21 giudici (ogni commissione era formata da 7 tecnici di cui almeno 4 esteri) hanno selezionato, tra i 313 vini iscritti, i migliori Barbera del 2007, che sono risultati 49. Solo il 15% dei vini degustati è riuscito a raggiungere il punteggio di 85/100 e questo conferma la selettività del lavoro svolto».
Quali sono le impressioni ricavate e quelle del pubblico?
«Le impressioni che si sono ricavate è che il vitigno Barbera bene si adatti anche in altre situazioni ambientai i di coltura ivi comprese le migliori aree produttive californiane e australiane. Il pubblico che, come sempre, ha apprezzato i migliori prodotti ha manifestato simpatia anche per due Barbera frizzanti di produzione locale». Entrando nel merito delle categorie e dei vini premiati, è importante ricordare che la Categoria 1 ha visto protagonisti 37 premiati su 238, la Categoria 2 ha visto 7 premiati su 30 presentati, la Categoria 3 due su 29 e la Categoria 4 ne ha visto 3 su 26 (si veda box nella pagina accanto). Il Campione del Barbera 2007 è risultato essere il Barbera d'Alba Mezzavilla 2006 dell'azienda agricola Malabaila di Canale (Cn). Tra i vincitori, 21 vini sono stati prodotti in provincia di Asti, 12 ad Alessandria, 8 a Cuneo, 3 a Pavia, 1 a Piacenza, 1 a Parma, 2 in California (Usa) e 1 a McLaren Vale (Sud Australia).
m.f.

