Compie 80 anni il Consorzio del Chianti (lo storico Putto). Un anniversario che è stato protagonista di una degustazione a tappe: il 22 ottobre all'Hotel Parco dei Principi di Roma, il 16 novembre all'Università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo (Pr) e il 3 dicembre all'Hotel Four Seasons di Milano, dove una quarantina di aziende hanno proposto le ultime due annate accompagnate dai migliori prodotti della gastronomia toscana.
Sono 2.650 le aziende associate al Consorzio, 10.500 gli ettari di vigneti per un prodotto imbottigliato di oltre 550.000 ettolitri e distribuiti in tutto il mondo. 
 La zona di produzione del Chianti Docg comprende i Colli Aretini, quelli Fiorentini, Senesi e Pisani e le località di Montalbano, Montespertoli, Rufina. I vitigni fondamentali che concorrono alla sua formazione sono: Sangiovese (75%), Canaiolo nero (10%), Trebbiano toscano e Malvasia (10%).
Al presidente del Consorzio Nunzio Capurso (nella foto), che è stato confermato per il triennio 2007-2009, abbiamo chiesto delucidazioni.
 Quali sono stati gli interventi straordinari per il rinnovo dei vigneti?
«Attualmente il rinnovo interessa circa il 30% di tutta la produzione della Toscana e oltre il 50% di tutte le denominazioni di origine regionali, per almeno 5.000 ettari di vigneti di vecchio impianto. La conversione, che interessa 2.500 aziende associate fra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, è effettuata in collaborazione con la Fidi Toscana (società a partecipazione regionale) e Artigiancredito».
Come viene effettuata l'attività di controllo 'erga omnes” sui vini Chianti e sul Vin Santo?
«Il Consorzio di tutela dovrà assicurare che, conformemente alle attività schematizzate nel piano di controllo, il processo produttivo e certificato con la Docg rispondano ai requisiti stabiliti nel relativo disciplinare. La Regione, le Camere di commercio, le Province e i Comuni competenti per territorio sono tenuti a mettere a disposizione ogni utile documentazione, in particolare gli albi dei vigneti e i relativi aggiornamenti, le denunce delle uve, le certificazioni d'idoneità agli esami analitici e organolettici.
Preliminarmente all'avvio degli adempimenti di propria competenza in materia di rivendicazione e di controllo analitico e organolettico, le Camere di commercio sono tenute a verificare l'avvenuto pagamento al Consorzio degli oneri relativi all'attività di controllo da parte dei produttori richiedenti l'attribuzione dell'attestazione della Docg per le relative partite di uve e di vino. Infine le ditte imbottigliatrici devono apporre sulle bottiglie o sui recipienti le fascette sostitutive dei contrassegni di Stato rilasciate dal Consorzio autorizzato».
Quali sono i prezzi praticati dai produttori in riferimento alla qualità?
«Il Chianti viene venduto in tutti i segmenti commerciali italiani ed esteri. Storicamente le marche si sono divise abbastanza nettamente i settori e, pertanto, esistono gruppi che fanno distribuzione moderna ed altri che occupano il mercato tradizionale. Le marche più conosciute (Ruffino, Frescobaldi, Melini) con prodotti diversificati fanno distribuzione tradizionale. Altri come Cecchi, Piccini, Grevepesa eccetera sono le aziende più specializzate nella distribuzione moderna. Attualmente, tranne un segmento tradizionale molto elevato, il rapporto qualità-prezzo è assolutamente favorevole al consumatore, come del resto è pensabile per un vino che vende attualmente oltre 100.000.000 di bottiglie».
m.f.