40 anni di Rosso Conero Doc si festeggiano in 9 città con cene a tema e 14 produttori

Fra i più interessanti oggi sul piano nazionale per dinamicità e ricerca di qualità, il sistema vino marchigiano, con 25mila ettari vitati, abbraccia 14 Doc (su 360 nazionali) e 2 Docg (su 34). Fra queste spicca il Rosso Conero, che fa capo all'Istituto marchigiano di tutela Vini, tra i pionieri in Italia nella verifica di incongruenze tra i numeri in vigna e i volumi prodotti. «La garanzia non è soltanto il controllo su quanti rivendicano la denominazione ma anche la certezza nei confronti del consumatore finale, a cui garantiamo con certezza la tracciabilità dei nostri vini, grazie anche a verifiche dirette su ogni bottigli attraverso sil nostro sito», puntualizza Alessandro Moroder, presidente dell'Istituto a cui fanno capo 7 Doc ed entrambe le Docg regionali, Rosso Conero e Vernaccia di Serrapetrona, ricadenti nelle due Province di Ancona e Macerata.
Il Rosso Conero Doc è il vino rosso per eccellenza nelle Marche. L'area di produzione comprende 7 comuni sul promontorio del Monte Conero, a sud est di Ancona e sulle colline discendenti al mare Adriatico: Loreto, Osimo, Camerano, Numana, Castelplanio, Sirolo e Ancona sul mare Adriatico. Si ottiene da Montepulciano in quantità non inferiore all'85%.
La Doc Rosso Conero
Il 1967 rappresenta pertanto l'anno di svolta per la regione Marche, dato che Rosso Conero e Verdicchio di Matelica assurgono per primi all'ottenimento della Doc.
è dalle pendici del Conero che nasce sicuramente la storia più rappresentativa come rosso di eccellenza nelle Marche, frutto di un lavoro e di una tenacia tali da trasformare in simile qualità la durezza dei terreni ghiaiosi che caratterizzano la zona geografica ad esso vocata.
Importante ricordare che nella definizione delle denominazioni di origine, furono due distinti criteri ad ispirare le scelte: la trascrizione del nome relativo al vitigno caratterizzante o della zona di riferimento. Quella del Rosso Conero appartiene senz'altro alla seconda tipologia, voluta in funzione di un lungimirante ritorno in chiave turistica e di marketing del territorio.
L'anima della Doc Rosso Conero è il montepulciano, previsto obbligatoriamente da disciplinare per un 85% con eventuale aggiunta di altra uva a bacca rossa, non aromatica, della zona. La gradazione minima indicata è di 11,5°.
Il montepulciano è vitigno assai diffuso in numerose regioni del centro-sud ma è per lo più peculiarità di regioni quali l'Abruzzo, dove si origina per antonomasia, le Marche, in cui viene di solito vinificato in uvaggio assieme ad altri vitigni come sangiovese, cabernet sauvignon o merlot, ed il Molise, dove si caratterizza come vitigno principale per tutte e tre le doc prodotte.
Montepulciano vuol dire predilezione per climi asciutti e caldi ma anche per terreni a medio impasto, oltre che ben esposti e di notevole profondità.
Come estensione la Doc Rosso Conero viene prodotta all'interno dei comuni di Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana ed in parte anche quelli di Osimo e Castelfidardo.
Questo vino ha dunque origine in un'area territoriale non eccessivamente estesa che però fin dall'antichità è stata segnalata per la sua naturale vocazione vitivinicola, tant'è che già Plinio il Vecchio, nella sua "Naturalis Historia" citava i vini anconetani ponendoli tra i più rinomati della costiera adriatica. Più tardi, nel XVI secolo, il celebre Andrea Bacci (1524-1600) - archiatra pontificio sotto papa Sisto V, idroclimatologo ed enologo - nella sua monumentale opera "De Naturali Vinorum Historia", pubblicata

