Dopo Italgrob (Federazione italiana grossisti distributori bevande), che per prima nelle scorse settimane aveva denunciato il rischio di incrementi di prezzi nel settore del fuori casa, in seguito all'annuncio dell'aumento dei propri listini da parte di Heineken Italia (+8%) a partire dal 1° novembre, e puntato il dito contro la rischiosa politica di incrementi delle multinazionali del beverage, è ora la volta di un leader della  Gdo come Coop. Dalle pagine a pagamento dei maggiori quotidiani nazionali, Coop ha infatti indirizzato una 'lettera aperta” alle grandi industrie di marca, che in questo ultimo scorcio d'anno impongono alla distribuzione aumenti di listino che vanno dal +4 al +8%. «Il rischio di rincari ingiustificati (visto il calo dei prezzi di molte materie prime) e la preoccupazione per la situazione economica del Paese e della crisi dei consumi – sottolinea Italgrob – vedono Gdo e Horeca per una volta finalmente concordi e uniti nella denuncia».

Nei giorni scorsi Italgrob ha dato il proprio sostegno a iniziative come quelle di Fipe e Fiepet-Confesercenti, che si sono impegnate per i prossimi mesi a mantenere bloccati i prezzi praticati nei bar e nei pubblici esercizi italiani, promuovendo nel contempo l'attivazione di iniziative promozionali. «L'intera categoria dei distributori di bevande è disposta ad impegnarsi a sua volta – ribadisce la Federazione – nel mantenimento dei prezzi, ma lo stesso impegno deve venire anche dagli altri membri della filiera». Per questo Italgrob si schiera a fianco di Fipe, Fiepet-Confesercenti e Coop nel chiedere alle grandi aziende di marca operanti sul territorio italiano di fare anche loro la propria parte, dimostrando quel senso di responsabilità che finora è mancato e impegnandosi in azioni concrete che contribuiscano a recuperare fiducia e rispondere alle attese di difesa del potere d'acquisto dei consumatori.


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