Un Paese di 9 milioni di abitanti con un alto reddito procapite e nessuna tradizione vitivinicola: queste le peculiarità che rendono la Svezia un interessante mercato di sbocco per i produttori italiani – afferma Andrea Carpi (nella foto), amministratore Unico di A.C. marketing & Rade ed esperto di dinamiche dei mercati internazionali.
Il mercato del vino nel Paese muove 130mila tonnellate di prodotto per un valore di 40 milioni di euro, con un consumo pro-capite che si aggira attorno ai 31 litri, numeri apparentemente irrilevanti se paragonati ai maggiori mercati del vino in Europa e nel Mondo ma da un'attenta analisi emerge che ben il 70% della popolazione consuma vino regolarmente, un dato che supera le percentuali di mercati storici e consolidati come Italia, Francia e Spagna. I consumatori svedesi dunque non bevono grandi quantità di vino ma lo fanno spesso e, grazie all'elevato tenore di vita, la popolazione è disposta a spendere molto per acquistare prodotti di qualità. Il consumo di vino rappresenta un trend in crescita, che sta facendo registrare, rispetto allo scorso anno, un incremento del 6,88% in volume e del 22,98% a valore, in particolare i consumatori prediligono i vini rossi, rosati e gli spumanti le cui vendite sono in crescita, mentre si registra una diminuzione delle vendite di vini bianchi.
Nel panorama del mercato svedese l'Italia si posiziona al secondo posto tra i Paesi importatori di vino sia in valore che in quantità. A valore è preceduta dalla Francia e seguita da Sud Africa e Spagna mentre a volume il Sud Africa si posiziona al primo posto mentre la Francia è solo al 6° posto.

 Il mercato del vino in Svezia è ancora eccessivamente rigido e burocratico, a causa della presenza del Monopolio 'Systembolaget”, e restio ad accogliere nuove etichette: il processo di selezione è infatti estremamente lungo, almeno 4 mesi, anche se i produttori, una volta inseriti nel listino possono vendere importanti volumi. Il monopolio distribuisce il 74% del vino venduto nel Paese, il canale HoReCa il 7% mentre il 20% viene importato a seguito di viaggi all'Estero dai privati o di contrabbando.
La vendita al pubblico è ad esclusivo appannaggio del Systemolaget, che ha un assortimento di 1800 referenze provenienti da 40 Paesi diversi e oltre 400 punti vendita mentre l'approvigionamento degli operatori del canale HoReCa avviene attraverso gli importatori/distributori locali (circa 300) e più di rado direttamente dai produttori/esportatori. Tra le regioni italiane che hanno il maggior numero di referenze nei punti vendita del monopolio per i vini rossi: Toscana, Piemonte e Veneto, per i vini bianchi Sicilia, Veneto e Marche.
Positive le prospettive per i produttori di vino italiani grazie alla scelta, da parte del nostro Paese, di consentire la vendita dei vini Doc anche nella confezione bag-in-box: il 55% di tutti i vini venduti in Svezia attraverso il Monopolio nel 2007 infatti erano distribuiti in questo particolare tipo di confezione che viene preferita dai consumatori svedesi non solo per i prezzi più contenuti ma anche perché hanno la possibilità di immagazzinarne maggiori quantitativi e sono più pratici per il trasporto.