Le bollicine di 59 maison e ben 169 cuvée, protagoniste alla Giornata dello Champagne
Nella bella e inattesa struttura del Palaghiaccio di Milano, organizzata dal Centro informazioni Champagne per l'Italia, si è svolta lunedì 6 ottobre la Giornata dello Champagne, un'occasione molto interessante, se non unica, per avere una panoramica ampia e in certa misura esaustiva dei diversi modi in cui è interpretato il vino più famoso nel mondo. Sotto le volte luminose di una struttura in ferro che ricorda il parigino Petit Palais 59 marchi di Maison e di Vigneron hanno presentato 169 cuvée, tutte con caratteristiche profondamente diverse per le sensazioni all'olfatto e al gusto. Quasi tutti i produttori hanno presentato un brut senza annata (prodotto base), un millesimato (vino ottenuto da uve di una sola vendemmia) e un rosé.
La manifestazione milanese, unica in Italia, è la più grande degustazione di champagne al mondo dopo quella di Londra a conferma dell'importanza del nostro mercato per questo vino simbolo di classe, felicità e bien vivre: nel 2007 ne sono state vendute 10.338.199 bottiglie con un incremento del 10,9%, un vero primato che verrà probabilmente superato nel 2008 poiché il trend positivo è stato confermato anche nel primo semestre dell'anno. Con questi numeri l'Italia si colloca al quarto posto tra i Paesi importatori, preceduta solo da Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania; particolarmente significativo il dato in termini di valore: è terza, rivelando un orientamento verso prodotti di pregio con i millesimati al 7,2% delle nostre importazioni e le cuvée speciali (cioè il top di gamma di ogni produttore) al 6,1%. Continua inoltre a crescere con trend notevoli lo Champagne rosée che, attestandosi nel 2007 al 5,8% del mercato, non è più una moda effimera. Sono stati 402 i marchi trattati nel nostro Paese nel 2007 a indicare la ricerca costante che gli Italiani dedicano a questo vino, anche se per l'acquisto si rivelano particolarmente fedeli alle Maison cui riservano il 91% del mercato contro l'8,9% dei "récoltans" e delle cooperative.
Attualmente gli ettari in produzione nell'area dello Champagne sono 32.706, di cui 23.722 nella Marne, 6.681 nell'Aube e nella Haute-Marne e 2.303 nell'Aisne e nella Seine-et-Marne. Un territorio ampio che dall'estremo nord all'estremo sud copre circa 200 km, e quindi giustifica ampiamente le diversità anche profonde (dovute a composizione dei suoli, microclimi particolari, …) tra i vari vini. Ma lo champagne - che attualmente rappresenta il 12% circa del mercato mondiale dei vini effervescenti - ha una domanda in continua crescita: per soddisfare anche parzialmente tale trend nel 2003 è stata avviata una procedura di revisione dell'area di denominazione.
A questo tema è stata dedicata la conferenza stampa svoltasi nel corso della giornata milanese. Daniel Lorson (direttore della comunicazione del Comitè Interprofessionel du Vin de Champagne, organismo che riunisce tutte le Maison e i viticoltori della Champagne) ha illustrato l'attuale situazione e le prospettive dell'attività di revisione in atto. Nella sua interessante relazione ha chiarito come nel 1865 il "vigneto Champagne" si estendesse per 65.000 ettari, ma che dopo la filossera e il primo conflitto mondiale si era ridotto a 12.000. La guerra aveva se non interrotto certamente rallentato i lavori di delimitazione dell'area geografica della Champagne Vinicola iniziati nel 1908 come logica conseguenza della denominazione d'origine. Fu quindi la legge del 22 luglio 1927 che fissò l'area in cui era possibile vinificare, elaborare e confezionare il vino Champagne: un'area composta da 647 Comuni. All'interno vennero identificate le zone idonee alla coltivazione della vite: una superficie di 35.280 ettari con 319 Comuni. In considerazione del trend mondiale della domanda, nel 2003 produttori e professionisti hanno chiesto all'Institut National de l'Origine e de la Qualité - unico autorizzato a operare in questo settore - l'estensione della delimitazione.
Attualmente si stanno rivedendo i Comuni sia di produzione, sia di elaborazione. La revisione potrà aggiungere o togliere Comuni con l'obiettivo di un miglioramento qualitativo. Sono circa quaranta i nuovi Comuni che potrebbero essere ammessi.
La giornata è stata come sempre un vero successo: un folto pubblico di specialisti e operatori proveniente da tutta Italia ha visitato il Salone degustando e intrattenendosi con i produttori presenti. La qualità dei prodotti è stata elevata, anche se pochi sono stati i vini che hanno fornito piacevoli sorprese. La versione rosé si è rivelata quella più innovativa e interessante per freschezza e ricchezza dei bouquet.
Salvatore Longo

