Valle d’Aosta, l’eroica scommessa dei vitigni più alti d’Europa
L a viticoltura 'eroica” e il turismo enogastronomico locale. Un binomio tutto da riscoprire e una scommessa su cui nel 2006 hanno puntato vignaioli, produttori e amministrazioni comunali dell'alta Valle d'Aosta dove, ai piedi del Monte Bianco, la vite si innalza ad altezze proibitive. Qui, tra i vigneti più alti d'Europa, il comune denominatore è rappresentato dalla viticoltura di montagna e in forte pendenza, la cosiddetta 'viticoltura eroica”: di terrazzo in terrazzo, di gradone in gradone, i vigneti arrivano infatti a raggiungere anche i 1.200 metri. Per valorizzare questi 9mila ettari e rilanciare con un marchio nuovo le oltre 20 sottodenominazioni della Doc 'Valle d'Aosta-Vallée d'Aoste”, vini di qualità della regione, è stato lanciato il progetto europeo
transfrontaliero Interreg III A Alcotra 'A la découverte des cépages ancestraux des territoires du Mont Blanc”, che ha visto come partner i comuni valdostani di Morgex (capofila) e La Salle, e i comuni francesi della Communauté di Faucigny Glières, in Alta Savoia.
Protagonisti del progetto, che si è concluso il 19 settembre a La Salle con l'evento 'Vin d'hiver au pays du Mont Blanc”, sono i vitigni autoctoni non contaminati da innesti di uva americana dai quali vengono prodotti, in Italia, il Vallée d'Aoste Doc-Blanc de Morgex et de La Salle (ottenuto dal Prié Blanc) e, in Francia, il vino bianco Ayze Aoc (ottenuto da uva Gringet).
Il vitigno Prié Blanc de Morgex, viticoltura a bacca bianca in quest'area fin dall'VIII secolo, ha caratteristiche particolari: il ciclo vegetativo è breve e il germogliamento inizia più tardi. Anche la maturazione è molto anticipata, definita tecnicamente di prima epoca precoce, per cui la vendemmia può essere effettuata prima dell'arrivo delle prime nevi.
Tutta l'attività di vinificazione, che nonostante l'introduzione delle moderne tecnologie ha mantenuto il carattere tradizionale della viticoltura valdostana, avviene nella cooperativa Cave du Vin Blanc de Morgex et de La Salle, a Morgex, che conta un centinaio di soci e una produzione di 130mila bottiglie. Un dato produttivo che può sembrare ridotto rispetto ad altre realtà vitivinicole, ma che rappresenta oltre il 90% delle uve raccolte nei comuni di Morgex e La Salle, per un totale di 20 ettari di superficie che presentano scarsa possibilità di espansione.
Da qui l'idea delle istituzioni di supportare il progetto 'Interreg III A Alcotra” per valorizzare i vitigni autoctoni e legarli al sistema turistico locale, dal coinvolgimento degli albergatori fino alla promozione di percorsi e strade del vino per far incontrare turisti e abitanti con l'”eroica” tradizione vinicola locale.
Marco Offredi

