Oltre nove milioni di italiani a rischio per il consumo di alcol, di cui 740.000 minori. Sono dati preoccupanti quelli presentati oggi nel corso della prima conferenza nazionale sull'Alcol che si è aperta oggi a Roma. Ancora più preoccupanti le cifre sui giovanissimi: un ragazzo su cinque è a rischio addirittura nella fascia tra gli 11 e i 15 anni, un dato che mette l'Italia nel poco ambito primato tra i paesi europei con il più giovane accesso all'alcol.
Alta la percentuale di consum atori giornalieri (31%) e salute inevitabilmente compromessa: 61.000 alcol dipendenti in cura dal servizio sanitario nazionale, e un numero enorme di incidenti stradali: 238.000 nel 2006, di cui il 53%, secondo gli esperti, dovuti all'abuso di alcol.
Mentre direttamente per l'alcol muoiono 25.000 persone l'anno, prevalentemente per colpa del vino: cirrosi e problemi cardiovascolari le principali cause di ricovero e di decesso. Solo per la mortalità cardiovascolare, si calcola che 9.000 morti ogni anno sarebbero evitabili se si limitasse il consumo di alcol.
L'Italia detiene il non lusinghiero primato del primo contatto con le bevande alcoliche in età giovanissima: secondo un'indagine Eurobarometro 2002 la media nel nostro Paese è 12,2 anni, contro i 14,6 della media europea. Subito dopo l'Italia vengono l'Irlanda e l'Austria con 12,7 anni.
Gli esperti sottolineano che in Italia il consumo di bevande alcoliche e in particolare di vino fa parte di una radicata tradizione culturale e l'assunzione moderata di alcol è una consuetudine alimentare molto diffusa, oltre che socialmente accettata. Negli ultimi anni si stanno diffondendo però nuovi modelli di consumo che prevedono un uso occasionale, intenso e spesso intossicante di aperitivi, birra e superalcolici.


La proposta di Roccella: alzare il limite di vendita ai 18 anni
I ragazzi tra i 16 e i 18 anni hanno libero accesso all'acquisto di alcol: forse anche così si spiega il boom dei giovanissimi a rischio, 740.000 tra gli 11 e i 17 anni. Ma in un prossimo futuro un intervento legislativo potrebbe alzare il limite di vendita da 16 e i 18 anni. Lo lascia intendere il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella: « Va colmato il vuoto che c'è nel nostro paese sul divieto di vendita, e non soltanto di somministrazione, degli alcolici ai minori». Ma non solo: «Bisogna riprendere in mano - prosegue Roccella - il provvedimento, troppo in fretta cancellato, che limitava l'offerta di alcolici nelle discoteche, e considerare l'opportunità di estenderlo anche ad altri locali. Bisogna chiedere ai produttori e agli esercenti un di più di collaborazione e responsabilità, che se a breve termine può essere costoso, sul lungo periodo si risolverà in un vantaggio di immagine e comunque in un vantaggio per la comunità, a cui tutti apparteniamo, e per i costi umani e sociali da pagare».
Il sottosegretario ha ricordato che le istituzioni non sono ferme: il Piano nazionale alcol e salute e l'inclusione dell'alcol nelle strategie di prevenzione inserite nel programma 'Guadagnare Salute” sono già un inizio. Tuttavia «la risposta non e' sufficiente».
Secondo Roccella «è l'atteggiamento di tutti che deve adeguarsi ai nuovi problemi, a partire dai politici, insieme alle famiglie, alla scuola, a tutti i soggetti che hanno possibilità e capacità di intervenire e influire attivamente». 

Fonte: Agi