Con le tariffe dell'acqua i Comuni continuano a fare i furbi, stante l'assenza di un'Autorità dell'acqua che li faccia rigare dritti. Molti applicano ancora il "quantitativo minimo", cioè fanno pagare agli utenti una quantità minima di acqua, anche se non consumato neanche un litro. Quantità minima per modo di dire, perché può arrivare fino a 180 metri cubi annui, quanta ne consuma normalmente una famiglia di 3 persone. Occorre ricordare che la deliberazione 52/2001  il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha abolito il 'minimo garantito” in attesa del trasferimento delle competenze all'ente gestore designato nell'ambito territoriale ottimale, Ato.

Nessun Comune è esonerato dalla disapplicazione del minimo. Se le somme addebitate sono maggiori di quelle liquidabili in proporzione ai consumi effettivi, certificati dalle periodiche letture dei misuratori, si può citare il comune davanti al giudice di pace.

Fonte: Unione Nazionale Consumatori