Il Gruppo Foster's, la seconda più grande compagnia di vino al mondo (dietro al Gruppo Constellation), ha chiuso il bilancio a fine giugno con una diminuzione dell'88% del reddito netto rispetto al precedente esercizio, a causa di una grande svalutazione sulle sue operazioni a livello mondiale nel settore vino. L'utile netto è sceso a 118 milioni di dollari australiani (67 milioni di euro) contro i 966 milioni dell'esercizio precedente. è in atto una revisione strategica del gruppo che potrebbe comportare anche l'uscita dal business dei vini.

Oltre due terzi del giro d'affari del gruppo (circa 2.945 milioni dollari australiani) sono allocati nell'area Australia-Asia-Pacifico dove Foster's opera organicamente sia nel settore birre che nel settore vini, ovviamente con posizioni dominanti in madrepatria su entrambi i settori. In America, dopo la  cessione della birra Foster's alle società Miller (negli Usa) e Molsom (in Canada), il business Foster's (987 milioni dollari australiani) è rappresentato ormai quasi esclusivamente dai vini (circa la metà dell'intero giro d'affari enologico del gruppo), tra l'altro con diverse tenute in California. Analogamente in Europa-Medio Oriente-Africa, dopo la cessione dei diritti della birra Foster's a Scottish & Newcastle (ora Heineken), il business del gruppo fa perno sostanzialmente su 10 milioni di casse di vino (principale mercato Uk), con un giro d'affari di circa 441 milioni di euro.

Va rilevato come il gruppo abbia sofferto una caduta dei prezzi del vino, particolarmente pesante su mercato americano, che ha accusato anche una caduta dei volumi del 10%. Si sono inoltre rese necessarie forti svalutazioni di alcuni assets del settore vinicolo in quanto non più rispondenti ai reali valori di mercato. Alla luce dei deludenti risultati, si sta ora riconsiderando la strategia Foster's nel settore vini, con la possibilità di uno smobilizzo totale (molto difficoltoso) o parziale (più probabile). C'è anche la consapevolezza che i due business sono molto diversi tra di loro. Quello del vino è in fondo un business agrario, legato alla terra, alla viticoltura, alle lunghe e complicate pratiche enologiche che richiede comunque un approccio più complesso e sicuramente diverso rispetto a quello della birra. In tal senso sta maturando, a parte lo smobilizzo di alcuni cespiti, la decisione di fare comunque uno spin-off, creando due società distinte per i due business, con logiche di approccio e culture manageriali differenti e più coerenti con le caratteristiche di ciascun business e con distinte valutazioni/strategie di investimento e disinvestimento.

Fonte: Beverfood