Concorrenza sempre più alla pari fra i due colossi del mondo del vino in Trentino. Con il recente accordo per l'acquisizione del vino sfuso e delle uve prodotte dalla Cantina Valdadige (circa 60mila quintali di prodotto l'anno), il Gruppo Mezzacorona, oltre a portarsi a casa un consistente ampliamento della sua operatività nell'area del Pinot grigio (di cui la Valdadige è una delle più importanti e qualificate realtà prodottive), si avvicina sempre più alle dimensioni del suo più diretto concorrente, la Cavit che, dopo anni di crescita, negli ultimi tempi sembra segnare il passo.
Un risultato di non poco conto per l'azienda amministrata da Fabio Rizzoli (nella foto)  che proprio sul raggiungimento di posizioni di leadership nazionali ha basato gran parte della sua più recente strategia.
Il patto siglato fra Mezzacorona (attravverso la controllata Nosio) è esclusivamente commerciale. La veronese Valdadige (che vedrà sparire dal mercato il suo brand) resterà in vita come cooperativa, ma di fatto effettuerà lavorazioni conto terzi per la cantina trentina.
Obiettivo esplicito dell'accordo è una più forte presenza sul mercato tedesco e una più efficace commercializzazione di vini di qualità che la Valdadige non era però riuscita a valorizzare adeguatamente. L'accordo è stato siglato dopo un duro braccio di ferro interno alla Valdadige fra l'ex presidente Virgilio Asileppi (contrario e dimessosi l'11 giugno) e il successore Sergio Albrigo.

m.p.