La vendemmia 2007 sarà una delle più anticipate degli ultimi 70 anni. Lo ha affermato l'Assoenologi, la più importante organizzazione dei tecnici di cantina d'Italia, che ha invitato però alla cautela sulle previsioni qualitative e quantitative del 'vigneto Italia” e sottolinea 'la decisa eterogeneità nelle diverse regioni del paese”. «Anche se il 30% delle uve è già in cantina - ha spiegato Giuseppe Martelli, direttore Assoenologi - ogni valutazione risulta piuttosto azzardata, dato che la situazione climatica e meteorica continua a far mutare lo scenario sia in termini qualitativi che quantitativi».
Le operazioni di raccolta sono infatti iniziate, in alcune regioni, nella prima decade di agosto, con un anticipo che va dai 10 ai 20 giorni sulla media pluriennale. Questo perché l'inverno 2006/2007 è stato tra i più miti e meno piovosi degli ultimi decenni, il mese di aprile il più caldo degli ultimi 50 anni e quello di luglio il più afoso degli ultimi 25, mentre agosto ha fatto registrare temperature torride al Sud e nella media al Nord. «Queste condizioni - ha continuato Martelli - stanno determinando una decisa eterogeneità nelle diverse regioni del Paese. Da qui la nostra prudenza, in considerazione anche del fatto che l'Assoenologi, da diversi anni, tra settembre e ottobre, formula previsioni che si discostano di pochissimo dalle rilevazioni che l'Istituto nazionale di Statistica (Istat) ufficializza nella primavera successiva (nel 2006, ad esempio, l'Assoenologi ha stimato la produzione in 49,2 milioni di ettolitri di vino che l'Istat ha confermato nell'aprile 2007 in 49.631.000, con una differenza quindi di solo lo 0,87%).
Un quadro dettagliato e completo si può notare anche dalle dichiarazioni di alcuni importanti tecnici italiani, cogliendo anche pareri discordanti.  Secondo la voce dell'enologo toscano Carlo Ferrini, la vendemmia «va considerata molto bella e avanti rispetto ad altre annate precoci, come la 2002 o la 2003, specialmente per vitigni come il Sangiovese, in anticipo dai 10 ai 20 giorni sul 2006, a seconda della zona. Non mi sembrano così in avanti i vitigni precoci, che non mi paiono neppure, generalmente, in sofferenza; gradazioni alcoliche più contenute su quelle del 2006 e belle acidità. Naturalmente…incrociamo le dita».
Più prudente Riccardo Cotarella, enologo e consulente, secondo cui «si potrebbe pensare a una grande annata limitatamente ai terreni non siccitosi, ma dove la terra soffre di più la penuria d'acqua e, magari, la conduzione del vigneto non è all'altezza, non possiamo aspettarci nulla di buono. Non credo che l'anticipo della vendemmia rappresenti il dato più importante, quanto piuttosto è importante la tipologia del terreno, le condizioni del vigneto e le tecniche agronomiche, quest'ultime, oggi in grado benissimo di supplire anche a situazioni più complicate».
Leonardo Valenti, professore di viticoltura dell'Università di Milano e consulente, ha posto l'accento sulla particolare anomalia dell'annata: «c'è un forte anticipo al nord ma è meno marcato al sud. La pianta ha comunque lavorato con buona regolarità, svolgendo abbastanza compiutamente tutte le sue fasi vegetative, al contrario del 2003, dove ci fu una sorta di esplosione maturativa repentina.
In generale, si raccoglieranno uve dal grado alcolico inferiore al 2006 e dall'acidità più accentuata; sorprende la 'semiprecocità” del Sangiovese, mentre il Merlot sembra meno in sofferenza del previsto, in anticipo anche il Nebbiolo. Ricapitolando, una vendemmia 2007 divisa in due: al centro nord mediamente buona con possibilità di risultati molto buoni in alcune zone. Al centro sud non molto diversa dalle ultime due, con una leggero decremento quantitativo».