Finora il posto d'onore era affidato al celebre Torcolato, ma oggi un altro prodotto merita l'eccellenza. Si tratta del Vespaiolo che è stato protagonista della festa del vino proposta dal Consorzio tutela Doc di Breganze nel Vicentino (14 aziende associate) in collaborazione con la Comunità montana dall'Astico al Brenta. Il suo nome deriva dalla particolare attrazione esercitata da questo tipo di uve sulle vespe sedotte dal suo profumo e dall'alto tenore degli zuccheri. Il vitigno è stato portato portato in questa zona nel ‘600 per soddisfare il gusto dei nobili veneziani nei loro soggiorni estivi, ma è dal 1968 che è riconosciuto con la Doc (una tra le prime in Italia).

 Si tratta di un bianco ottenuto dall'omonimo vitigno autoctono ed esclusivo della zona, dal colore paglierino con riflessi verdolini e con un profumo di buona intensità con sentori di frutta matura e mandorla. Attualmente se ne producono circa 300.000 bottiglie suddivise in tre versioni tranquille e quattro frizzanti, che bene si sposano alla polenta e baccalà alla vicentina e agli asparagi bianchi di Bassano. L'80% è prodotto dalla cantina Beato Bartolomeo fin dalla metà degli anni '70, di cui è presidente Piergiorgio Laverda. Nel fortunato momento che le bollicine stanno vivendo sul mercato, il Vespaiolo si sta proponendo come una valida alternativa al Prosecco rispetto al quale può vantare una struttura più importante che per niente lascia rimpiangere l'aromaticità dello spumante trevigiano.
Al Convegno, svoltosi il 20 maggio presso le Cantine Maculan che da tre generazioni vinifica e seleziona le migliori uve di Breganze, oltre che del Vespaiolo si è parlato anche dell'olio extravergine delle Colline vicentine Dop, una produzione compresa tra i 1.500 e i 2.000 quintali annui, prodotto da 36 aziende olivicole, tra cui tre cooperative della Pedemontana vicentina. Dopo la degustazione di 5 oli e 10 tipi di vino in abbinamento alla tradizione culinaria locale, in piazza Mazzini a Breganze si è svolta la tradizionale sfilata in costume dei componenti della magnifica Fraglia del Torcolato e la gara eliminatoria della prima edizione del 'Palio delle botti”, un torneo di corsa cronometrata con gloriose barrique. Le vie del centro cittadino hanno ospitato una delegazione del Club Moto Vespe. (m.f.)

Dalle origini ad oggi

Il Vespaiolo (o 'Bresparolo” come è chiamato nel dialetto locale) è uno dei vini autoctoni veneti più interessanti per tipicità e qualità ed è ottenuto dal vitigno Vespaiola (lo stesso che origina l'ottimo passito Torcolato) coltivato da sempre in provincia di Vicenza, nel territorio compreso tra i fiumi Astico e Brenta.
Certamente di origine antica (la vite nel vicentino sembra fosse già presente nell'era terziaria come testimonia il ritrovamento dell'impronta fossile di un grappolo d'uva e di una foglia di vite nella zona di Salcedo) si conosce l'esistenza di questo vitigno solo dalle cronache, giunte fino a noi.
La Vespaiola è un vitigno a bacca bianca che ama i terreni collinari di origine vulcanica e quelli ghiaiosi arieggiati e soleggiati e ha un ciclo vegetativo abbastanza lungo: in una situazione normale per temperatura e pioggia matura, infatti, nell'ultima decade di settembre. Necessita di una ‘potatura lunga' non essendo fertili i germogli delle prime gemme. Il grappolo piccolo, cilindro-conico e mediamente compatto è caratterizzato da acini con una buccia consistente, molto pruinosa e di colore giallo dorato Per le sue proprietà l'uva è ottima per l'appassimento. L'uva Vespaiola è vinificata in purezza nelle Doc Breganze Vespaiolo e Breganze Torcolato e in assemblaggio nelle Doc Breganze Bianco, Vicenza Bianco e Gambellara.  (s.l.)