Discorso vecchio quello del prezzo equo di una bottiglia di vino al ristorante. A Siena, promosso dall'Enoteca Italiana, è stato firmato un patto per la 'Carta dei vini tipici del territorio”. Secondo questo accordo, il prezzo della bottiglia al tavolo non sarà più del doppio rispetto a quello pagato dal ristoratore che lo ha acquistato alla Enoteca. Quindi, ricarico massimo del 100%, il che sembra a tutti una soluzione equa, una garanzia per il consumatore - sostengono i protagonisti - 'di acquistare un prodotto secondo il miglior rapporto qualità-prezzo”. L'accordo - si pensa - servirà anche a incrementare il consumo del vino al ristorante.
L'altra notizia si riferisce alla nascita di una tribù di wine lovers. Persone dal buon reddito familiare, professionisti e imprenditori, che - secondo uno studio condotto su centinaia di appassionati del vino - sarebbero disposti a spendere anche più di 500 euro per una bottiglia 'speciale”. A parte questi eccessi discutibili, l'indagine dice che gli wine lovers acquistano in pari misura in enoteca, al supermercato e dal produttore. Nessun accenno, nell'indagine, al consumo di vino al ristorante. Dimenticanza o segno di una tendenza che non considera il ristorante come luogo preferito per un buon assaggio, visto il prezzo della bottiglia al tavolo? Intanto, ecco l'iniziativa di alcuni ristoratori che invitano il cliente - se vuole - a portare lui la bottiglia di vino che intende degustare. Al ristorante troverà l'abbinamento più indicato con il cibo. Per carità, tutto si può fare, ma in questo caso, ci sembra, il ristoratore abdica alla sua professionalità.

di Roberto Vitali