il Bosco Millesimato 1997, tesoro dell’Oltrepò
Pochi vini possono rappresentare così efficacemente una felice sintesi fra i valori di un territorio e di un suo vino simbolo (l'Oltrepò pavese e il Pinot nero) e l'impegno di una grande casa vinicola per creare negli anni un prodotto simbolo di qualità e prestigio. A 'Il Bosco Millessimato 1997” è capitata questa fortuna, tanto che oggi a pieno titolo, pur con una produzione limitata attorno alle 35mila bottiglie (sul milione complessivo della cantina), si pone fra i prodotti di eccellenza del Metodo Classico.
Ne è un esempio la medaglia di bronzo ottenuta al Concorso internazionale del Vinitaly (vedi scheda a pagina 53) che, al di là del premio, costituisce il coronamento ufficiale di un impegno nato 20 anni, quando la famiglia Zonin, in una fase di avvio dell'avventura delle bollicine in Italia, scelse come zona di investimento l'Oltrepò per farne il polo di una produzione dedicata al Metodo Classico di qualità avviando l'esperienza di successo della 'Tenuta il Bosco” a Zenevredo (Pv).
Una decisione presa in alternativa a quella di insediarsi in Franciacorta e che partiva dalla convinzione che il Pinot nero era destinato a diventare simbolo di terroir (a fianco di un altro vino tipico come la Bonarda), costituendo le basi per la nascita del terzo polo italiano delle bollicine (dopo Franciacorta e Trento). Una strategia che a breve, grazie alla Docg Oltrepò, dovrebbe coronare gli sforzi dei tanti imprenditori della zona che hanno puntato su bollicine e Pinot nero.
Raccolta a mano, pressatura soffice, vinificazione per 7-8 mesi prima del tiraggio di Pinot nero (all'80%) in acciaio e Chardonnay (20%) in legno e affinamento sui lieviti fino all'autunno del 2006 sono le caratteristiche di un vino importante oggi ricercato nella ristorazione di qualità in tutta Italia per stile e grande eleganza.
a.l.

