La cultura della vite piace all'Italia
La produzione vinicola italiana rappresenta il 17% di quella mondiale e il 28% nell'ambito dell'Unione europea. Sono percentuali che confermano una leadership a livello internazionale (con la Francia al primo posto dei Paesi produttori) sostenuta soprattutto dall'alta qualità del prodotto. Il business del comparto è di circa 10 miliardi di euro. Dopo un periodo di stasi anche l'export ha dato segnali positivi, raggiungendo nel 2005 i 15.396.651 ettolitri per un valore di 2.947.142.000 euro, con un incremento di +11,7% in volumi e +4,4% in valore.
Il primo semestre del 2006 conferma il trend positivo anche nelle percentuali: +12% circa nei volumi e vicino a un +7% in valore. I Paesi dell'Ue continuano a essere il primo mercato di sbocco con quasi il 70% del totale dell'export. Nell'ambito comunitario il principale Paese importatore di vini italiani è sempre la Germania, cui in media va oltre il 50% delle esportazioni italiane verso i Paesi della Comunità, seguita dalla Francia e dal Regno Unito. In crescita anche le esportazioni verso i Paesi extraeuropei, tra questi gli Usa si confermano il nostro principale interlocutore, mentre in termini di incrementi percentuali (ma i dati di partenza erano bassi) sono Cina e Russia. Un nuovo mercato interessante inizia a essere l'India. In flessione Canada, Giappone e Svizzera. In termini quantitativi la produzione italiana degli ultimi tre anni è stata di 49,3 milioni di ettolitri (contro i 63,6 del decennio1986/1995). Il raffronto fa capire come la diminuzione di superfici vitate negli ultimi 15 anni sia stato notevole: -178.000 ettari, più o meno pari agli ettari di vigneto del Piemonte e della Sicilia, bilanciata peraltro da un notevole incremento della qualità media prodotta. Per quanto concerne la vendemmia 2006 - secondo quanto indicato dall'Associazione Enologi - la produzione sarà di 49,2 milioni di ettolitri, con flessioni concentrate nel Sud e nelle isole e una crescita al Centro Nord.
Sotto l'aspetto quantitativo la regione che ha fatto registrare nel quinquennio 2001/2005 la migliore performance è stato il Veneto (7.764.000 ettolitri), seguito da Puglia con 6.901.000, Sicilia ed Emilia Romagna, entrambe con oltre 6 milioni di ettolitri. Tra queste quattro regioni e le altre la differenza è notevole: al 5° posto vi è l'Abruzzo con 3.325.000 ettolitri. La Lombardia, come altre regioni di altissima qualità media (Friuli e Trentino Alto Adige per esempio), ha una produzione intorno ai 1.100.000 ettolitri. Per quanto concerne le altre regioni produttrici il 2006 ha fatto registrare il primato della Puglia (7.520.000 ettolitri), seguita dal Veneto (7.090.000) e dall'Emilia Romagna (6.620.000). In crescita Piemonte, Trentino Alto Adige e Campania.
Salvatore Longo
Il primo semestre del 2006 conferma il trend positivo anche nelle percentuali: +12% circa nei volumi e vicino a un +7% in valore. I Paesi dell'Ue continuano a essere il primo mercato di sbocco con quasi il 70% del totale dell'export. Nell'ambito comunitario il principale Paese importatore di vini italiani è sempre la Germania, cui in media va oltre il 50% delle esportazioni italiane verso i Paesi della Comunità, seguita dalla Francia e dal Regno Unito. In crescita anche le esportazioni verso i Paesi extraeuropei, tra questi gli Usa si confermano il nostro principale interlocutore, mentre in termini di incrementi percentuali (ma i dati di partenza erano bassi) sono Cina e Russia. Un nuovo mercato interessante inizia a essere l'India. In flessione Canada, Giappone e Svizzera. In termini quantitativi la produzione italiana degli ultimi tre anni è stata di 49,3 milioni di ettolitri (contro i 63,6 del decennio1986/1995). Il raffronto fa capire come la diminuzione di superfici vitate negli ultimi 15 anni sia stato notevole: -178.000 ettari, più o meno pari agli ettari di vigneto del Piemonte e della Sicilia, bilanciata peraltro da un notevole incremento della qualità media prodotta. Per quanto concerne la vendemmia 2006 - secondo quanto indicato dall'Associazione Enologi - la produzione sarà di 49,2 milioni di ettolitri, con flessioni concentrate nel Sud e nelle isole e una crescita al Centro Nord. Sotto l'aspetto quantitativo la regione che ha fatto registrare nel quinquennio 2001/2005 la migliore performance è stato il Veneto (7.764.000 ettolitri), seguito da Puglia con 6.901.000, Sicilia ed Emilia Romagna, entrambe con oltre 6 milioni di ettolitri. Tra queste quattro regioni e le altre la differenza è notevole: al 5° posto vi è l'Abruzzo con 3.325.000 ettolitri. La Lombardia, come altre regioni di altissima qualità media (Friuli e Trentino Alto Adige per esempio), ha una produzione intorno ai 1.100.000 ettolitri. Per quanto concerne le altre regioni produttrici il 2006 ha fatto registrare il primato della Puglia (7.520.000 ettolitri), seguita dal Veneto (7.090.000) e dall'Emilia Romagna (6.620.000). In crescita Piemonte, Trentino Alto Adige e Campania.
Salvatore Longo

