Il vino italiano ha riconquistato il podio negli Usa, rimontando sull'agguerrita concorrente Australia e neutralizzando i 'cugini” francesi. Nel 2006 per la prima volta si sono in particolare superati i 2 milioni di ettolitri venduti. Questo il quadro incoraggiante che è emerso dai dati forniti dall'Italian Wine & Food Institute nei primi nove mesi del 2006, con un aumento delle esportazioni del 7,6% in valore e la possibilità concreta di raggiungere il tetto del miliardo di dollari a fine anno. A fare da traino, la garanzia dell'assenza dei trucioli nella produzione italiana, la moda, la cucina, il design e la vittoria agli ultimi Mondiali di calcio. Nello stesso periodo le importazioni Usa dall'Australia, per esempio, sono diminuite del 5,1% in valore e dalla Francia del 30,6%. Il prezzo medio per litro dei vini italiani importati negli Usa nei primi sei mesi dell'anno è stato di 4,89 dollari per i vini italiani (contro i 4,96 dollari dello stesso periodo nel 2005), di 3,53 dollari per quelli australiani e di 8,17 dollari per i francesi. Si tratta di una conferma del valore del 'marchio Italia” sul mercato internazionale dove, secondo il Nation Brand Index, conquista il terzo posto per l'ottima cucina, il territorio e la cordialità che il 'prodotto vino” riesce a incarnare. Prendendo spunto dai dati, la Coldiretti ha sottolineato che «per l'Italia si tratta di un risultato incoraggiante. Il vino è la principale voce dell'export agroalimentare nazionale che trova negli States il primo mercato extracomunitario di sbocco con ¼ del valore totale delle esportazioni di vino made in Italy. I risultati 2006 confermano la presenza di nuove e rilevanti opportunità del vino italiano che, nello scorso anno, ha raggiunto un fatturato record di 9 miliardi di euro, 3 dei quali attraverso l'export con quasi 1/3 della produzione destinata ai 361 vini nazionali Doc e Docg. Un deciso orientamento alla qualità che lo ha fatto diventare uno dei più autorevoli ambasciatori dell'Italia nel mondo». In particolare, sembra che il gusto americano in fatto di vino sia maggiormente orientato al bianco, in particolare Pinot grigio, dal gusto equilibrato e non troppo aromatico, che si sposa bene con i prodotti italiani nel mondo. Mentre i più giovani sembrano prediligere un rosso mosso come il Lambrusco, tanto da paragonarlo persino alle celebri bollicine della Coca Cola. Inoltre, è importante sottolineare che anche l'americano medio sta imparando che è più importante il luogo d'origine di un vino piuttosto che il marchio, anche se comunque il battage pubblicitario continua ad avere un certo peso nella scelta dei prodotti.