20 x 20 e più controlliObiettivi dell’Amarone
«L'obiettivo è di arrivare a 20 milioni di bottiglie vendute in 10 anni (nel 2006 si sono superati gli 8 milioni, ndr) e, in tempi più rapidi, a un prezzo medio di 20 euro la bottiglia (contro la media attuale di 15, ndr)». Emilio Pedron usa questi parametri numerici per definire il giusto livello che dovrebbe raggiungere sul mercato l'Amarone. Nel presentare l'annata 2003 («un grande vino grazie a una vendemmia con uva sana e matura») il presidente del Consorzio del Valpolicella ha rivendicato con forza la strategia in atto per consolidare l'Amarone quale terzo grande vino dell'enologia italiana, a fianco cioè dei più storici e blasonati Barolo e Brunello. «Il nostro è un po' l'ultimo arrivato fra i grandi vini italiani, anche se la nostra storia è ugualmente antica. I successi fin qui ottenuti sono stati garantiti da prezzi mediamente più bassi del dovuto rispetto alla qualità e alla scelta di puntare su caratteristiche organolettiche di maggiore piacevolezza, nonché sulla tecnica di appassimento che incuriosisce». Pedron fa poi presente che, in attesa di ottenere la Docg («ferma forse per la nostra richiesta di ottenere maggiori controlli a tutela della qualità»), il Consorzio Valpolicella ha chiesto di rendere obbligatorio l'imbottigliamento nelle zone di produzione e l'adozione della fascetta, mentre nel disciplinare sono entrate le nuove norme che comprendono anche il Ripasso che dovrebbe essere ottenuto con un rapporto di due a uno con l'Amarone, 2 litri per ogni uno di Amarone, e il cui nome in etichetta non può essere più grande di quello di Valpolicella. Per conclude ricordiamo che l'Amarone 2003 è stato prodotto da 53 produttori, a conferma della grande qualità di quella vendemmia che dovrebbe essere bissata da quella del 2006, ritenuta ugualmente di livello.
a.l.

