Le Cantine sociali pronte alla fusione
La Cantina sociale di Casteggio pronta a fondersi con quella di Broni, Torrevilla sul punto di fare lo stesso con la Cantina sociale di Canneto. E La Versa che resta alla finestra senza partecipare (per il momento), ma pronta ad aderire al piano.
Alla fine le 'cinque sorelle” dell'Oltrepò vinicolo sembrano sul punto di trovare un accordo storico. Le recenti assemblee convocate da Casteggio e da Broni hanno portato all'approvazione di un importante documento (unico per entrambe le assemblee) firmato congiuntamente, che porterà a una vera e propria fusione.
Quando l'operazione sarà definitivamente andata in porto, la Cantina unica di Casteggio e Broni avrà poco meno di mille soci e più di 2.500 ettari vitati per una produzione attorno ai 300mila quintali d'uva. Antonio Mangiarotti, presidente della Cantina di Broni ha confermato apertamente che «l'operazione è già in mano ai commercialisti: si devono valutare i bilanci e gli assetti societari per il futuro».
Se si chiede quali possano essere i tempi per far arrivare in porto la fusione, qualche remora a dare date certe c'è ancora, ma nell'ambiente del vino si dà per certa come data del matrimonio il primo luglio del 2008.
Gli 'allenamenti” per lavorare insieme sono a buon punto anche fra Torrevilla e la Cantina sociale di Canneto. «Nessun segreto, ma niente di deciso» spiega il presidente della Cantina di Canneto Corrado Maggi. Mentre dal canto suo, il presidente di Torrevilla Luigi Ferrari non ha mai negato l'interesse per un lavoro di squadra. Le cantine insieme potrebbero contare su quasi 550 produttori associati e su più di mille ettari vitati.
L'aspetto più interessante di questo complesso intrigo di fusioni sembra far presagire alla formazione, in un futuro (prossimo o remoto), di una grande cantina sociale d'Oltrepò (sugli esempi trentini e veneti). E la 'quinta sorella”? Che cosa sta facendo la cantina La Versa che da sola conta 700 produttori, 1.330 ettari e un marchio già ben piazzato sui mercati?
Per il momento resta alla finestra. «La Versa è sempre disponibile a trovare sinergie con le altre grandi Cantine del territorio - ha spiegato il presidente Giancarlo Vitali. Nemmeno una fusione tout-court è impossibile: ma i tempi per mettere insieme 'La Versa Spa” con le altre cantine che sono tutte società cooperative sono diversi». Comunque l'operazione potrebbe risultare vantaggiosa? «Sarebbe utile un organismo unico per vendere il prodotto vino dell'Oltrepo sul mercato internazionale - ha proseguito il presidente Vitali. Lavorare solo sul mercato italiano avrebbe poco senso... Se si tratta di fare massa critica per affrontare i grandi mercati globali siamo pronti e disponibili. A patto di mettere la qualità come condizione di partenza».
Alla fine le 'cinque sorelle” dell'Oltrepò vinicolo sembrano sul punto di trovare un accordo storico. Le recenti assemblee convocate da Casteggio e da Broni hanno portato all'approvazione di un importante documento (unico per entrambe le assemblee) firmato congiuntamente, che porterà a una vera e propria fusione.
Quando l'operazione sarà definitivamente andata in porto, la Cantina unica di Casteggio e Broni avrà poco meno di mille soci e più di 2.500 ettari vitati per una produzione attorno ai 300mila quintali d'uva. Antonio Mangiarotti, presidente della Cantina di Broni ha confermato apertamente che «l'operazione è già in mano ai commercialisti: si devono valutare i bilanci e gli assetti societari per il futuro».
Se si chiede quali possano essere i tempi per far arrivare in porto la fusione, qualche remora a dare date certe c'è ancora, ma nell'ambiente del vino si dà per certa come data del matrimonio il primo luglio del 2008.
Gli 'allenamenti” per lavorare insieme sono a buon punto anche fra Torrevilla e la Cantina sociale di Canneto. «Nessun segreto, ma niente di deciso» spiega il presidente della Cantina di Canneto Corrado Maggi. Mentre dal canto suo, il presidente di Torrevilla Luigi Ferrari non ha mai negato l'interesse per un lavoro di squadra. Le cantine insieme potrebbero contare su quasi 550 produttori associati e su più di mille ettari vitati.
L'aspetto più interessante di questo complesso intrigo di fusioni sembra far presagire alla formazione, in un futuro (prossimo o remoto), di una grande cantina sociale d'Oltrepò (sugli esempi trentini e veneti). E la 'quinta sorella”? Che cosa sta facendo la cantina La Versa che da sola conta 700 produttori, 1.330 ettari e un marchio già ben piazzato sui mercati?
Per il momento resta alla finestra. «La Versa è sempre disponibile a trovare sinergie con le altre grandi Cantine del territorio - ha spiegato il presidente Giancarlo Vitali. Nemmeno una fusione tout-court è impossibile: ma i tempi per mettere insieme 'La Versa Spa” con le altre cantine che sono tutte società cooperative sono diversi». Comunque l'operazione potrebbe risultare vantaggiosa? «Sarebbe utile un organismo unico per vendere il prodotto vino dell'Oltrepo sul mercato internazionale - ha proseguito il presidente Vitali. Lavorare solo sul mercato italiano avrebbe poco senso... Se si tratta di fare massa critica per affrontare i grandi mercati globali siamo pronti e disponibili. A patto di mettere la qualità come condizione di partenza».

