Caro vino italiano
Che ci piaccia o no il vino made in Italy rischia di diventare troppo caro per gli italiani. A spiegarlo sono gli andamenti economici globali e la differenza di potere di acquisto tra i consumatori dei diversi Paesi. Le bottiglie top della nostra produzione sembrano sempre più destinate ai mercati internazionali. è l'effetto del 'super-euro”, che da un lato potrebbe frenare in parte il nostro export e dall'altro potrebbe farci diventare importatori di vino. Una risposta interessante potrebbe venire dai vini quotidiani e autoctoni, che guidano verso una sorta di autarchia vinicola per cercare di contenere i prezzi accorciando la filiera distributiva e servendo i mercati di prossimità con produzioni locali. Le bottiglie che stanno nella fascia 10-35 euro sono quelle che sentono maggiormente la contrazione dei consumi, mentre per i top wines non si intravedono flessioni né sul mercato interno né internazionale. Gli scenari dell'export ci dicono che il vino italiano tira così come l'agroalimentare. Ma poi si scopre che l'Italia è deficitaria. Basti considerare che - dati Ac Nielsen su un panel di 9mila famiglie - nei primi 7 mesi del 2007 gli italiani hanno ridotto i consumi alimentari dell'1,8% e la maggiore contrazione si è avuta nel comparto delle bevande alcoliche, vino in testa. è in questa fase che concorrenti come gli australiani (75% vino viene venduto all'estero), cileni (80% del vino è esportato) e spagnoli cercano di inserirsi per conquistare le fasce basse del mercato domestico.

