Sartori e alcolici: non si penalizzi il vino
«Siamo contrari alle indicazioni sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche, poiché siamo convinti che non risolverebbero atteggiamenti poco responsabili nell'assunzione dell'alcol e, più in generale, le questioni legate all'alcolismo giovanile. Siamo disponibili a forme di comunicazione, sulla pubblicità o nei luoghi di consumo (carte dei vini dei ristoranti, in enoteca o alla distribuzione eccetera), che riportino un messaggio equilibrato e non terrorizzante e possibilmente omogeneo a livello comunitario, al fine di evitare situazioni di concorrenza sleale e problemi organizzativi per le imprese». Questa la posizione dell'Unione italiana vini su una problematica che sta creando grande dibattito non solo in Italia, ma anche in Europa, espressa dal suo presidente Andrea Sartori (nella foto a destra), recentemente rieletto per il triennio 2007/09.
«In Europa non esiste per ora una disposizione vincolante valida per tutti i Paesi membri e anche il Parlamento europeo recentemente si è espresso in maniera contraria all'obbligo di condivise avvertenze sanitarie in etichetta proposto dalla Commissione, invitandola a effettuare uno studio comparato sull'impatto e l'efficacia dei vari sistemi di etichettatura e pubblicità applicati a livello nazionale per ridurre l'abuso di alcol e a pubblicarne i risultati entro la fine del 2009». Fino ad allora, quindi, i vari Paesi europei continueranno a decidere in maniera autonoma. «Qualunque siano le scelte dell'Italia - avverte Sartori - sarà necessario non penalizzare il vino, patrimonio della nostra cultura e ambasciatore dell'alimentare italiano nel mondo. Il vino, come ha riconosciuto lo stesso Parlamento Ue, assunto in dosi moderate e ai pasti, può avere effetti preventivi contro vari tipi di patologie. Le avvertenze contro i danni da abuso dovrebbero quindi essere affiancate da quelle che sottolineano il valore salutistico di un consumo consapevole».
«In Europa non esiste per ora una disposizione vincolante valida per tutti i Paesi membri e anche il Parlamento europeo recentemente si è espresso in maniera contraria all'obbligo di condivise avvertenze sanitarie in etichetta proposto dalla Commissione, invitandola a effettuare uno studio comparato sull'impatto e l'efficacia dei vari sistemi di etichettatura e pubblicità applicati a livello nazionale per ridurre l'abuso di alcol e a pubblicarne i risultati entro la fine del 2009». Fino ad allora, quindi, i vari Paesi europei continueranno a decidere in maniera autonoma. «Qualunque siano le scelte dell'Italia - avverte Sartori - sarà necessario non penalizzare il vino, patrimonio della nostra cultura e ambasciatore dell'alimentare italiano nel mondo. Il vino, come ha riconosciuto lo stesso Parlamento Ue, assunto in dosi moderate e ai pasti, può avere effetti preventivi contro vari tipi di patologie. Le avvertenze contro i danni da abuso dovrebbero quindi essere affiancate da quelle che sottolineano il valore salutistico di un consumo consapevole».

