Dopo quasi mezzo millennio rinasce il vino prodotto da Agostino Gallo nel XVI secolo, destinato ai nobili e a Papa Paolo III Farnese, grazie alla dedizione dell'Azienda agricola Torreggiani di Capriano del Colle (Bs) e ai ricercatori dell'Università degli Studi di Brescia e del Centro vitivinicolo provinciale. Un prodotto unico e straordinariamente lussuoso. Le classi aristocratiche e dominanti, da sempre amanti dello sfarzo e dell'esclusività, nei tempi passati hanno avuto sulle proprie tavole un vino elitario. La ricerca è stata seguita con meticolosità, nei minimi particolari.
La vendemmia cosi come le fasi di vinificazione sono esattamente come allora. E proprio la vendemmia storica si è tenuta a Borgo di Poncarale, nella villa originale che fu di Agostino Gallo. Una trentina di figuranti ha ripercorso esattamente tutte le fasi, dalla raccolta con cesti di paglia e falcetti, al trasporto dell'uva, avvenuta su carri a ruote in legno trainati da buoi. La pigiatura si è tenuta sull'aia di Palazzo Gallo, dove sono stati posti tini e tinacci, ricostruiti secondo le indicazioni dell'illustre agronomo. Fedele all'epoca anche la divisione tra nobili e plebe, e l'allestimento delle tavole e del cibo, rigorosamente secondo le ricette della cucina bresciana dell'epoca.
Questo vino, oggi battezzato '500 Rinascimento”, è il risultato di una ricerca svolta ad altissimo livello agronomico, enologico e storico, oltre che di una volontà interdisciplinare di contributi diversi e di preziose sinergie. Un progetto reso possibile grazie alla famiglia Torreggiani che ha finanziato e messo a disposizione mezzi e terreni. Lo studio è stato realizzato seguendo le indicazioni di Agostino Gallo (nato a Brescia nel 1499, morto nel 1570), il più insigne agronomo della Rinascenza italiana, uno dei protagonisti dell'agronomia cinquecentesca, il motore di rinnovamento degli studi agrari, dai tempi dei Romani.
Un percorso impegnativo che si è concretizzato piantando le selezioni di uve indicate dal Gallo e lavorate nei vigneti piantati sugli stessi campi in cui l'illustre agronomo ha fatto le proprie sperimentazioni. Dalle molteplici selezioni realizzate, si è scelto  quel Marzemino che, seguendo le indicazioni e descrizioni del Gallo, dovevano essere riconducibile  alla zona. Un lungo lavoro per poter rifare i vini dell'epoca di Agostino Gallo.