I mesi che precedono il periodo natalizio e delle festività hanno un fascino particolare, a cui pochi riescono a resistere. Tutto è in fermento, preso nel turbine della regalistica, delle ultime tendenze in fatto di arredamento e addobbo per locali, ristoranti e per la tavola. Due righe per commentare quanto, di profano, andrà di moda quest'anno a Natale, per quanto concerne il tipico abbinamento di colori che va cambiato rigorosamente ogni anno. Così siamo passati dal rosso unito all'oro, al rosa-argento, al blu-argento, al bianco e al verdemare che conquista il pieno quest'anno. Vanno di moda gli alberi addobbati in tinta bianco e nero (a dolce ricordo degli anni ‘70), vanno gli alberi artificiali e la neve. Per quanto riguarda l'arredamento di locali e ristoranti sembra d'obbligo la sobrietà, con una scelta che cade sul bianco e il nero. Di conseguenza anche la linea per tovagliati, piatti e bicchieri seguirà la tendenza.
Per il cenone o il pranzo di Natale e Capodanno ecco che, a detta degli esperti, in un ristorante non possono mancare sottopiatti, stoffe pregiate e candide, decorazioni raffinate e mai esagerate. Tutto all'insegna dell'eleganza, che deve riflettersi anche sull'offerta dei prodotti e del menu proposto nelle varie occasioni. Le aziende di alimentari, le aziende agricole e i produttori di cibi e vini hanno imparato, negli ultimi anni, ad attrezzarsi per le feste, mettendo in commercio soluzioni ad hoc, proposte o idee regalo.
E pare che questa tendenza non voglia cambiare direzione: gli italiani continuano ad appassionarsi a prodotti alimentari (dolci e leccornie di stagione) e al vino (spumanti, dolci e mossi in testa) per accompagnarli durante le feste. é sempre il cesto natalizio di generi alimentari che primeggia nelle classifiche dei regali da fare o ricevere, sono sempre le bottiglie di bollicine ad essere stappate in occasione di brindisi e pranzi luculliani.
Ma lo spirito natalizio non è solo cene e brindisi, ma è anche tradizioni da rispettare, cultura enogastronomica da elogiare, novità da provare e territori da visitare (magari con una gita in qualche mercatino altoatesino o friulano). Durante le festività è tutto il meccanismo del territorio e della società che si mette in moto, un meccanismo che porta giovamento al turismo e alla divulgazione nazionale e internazionale dei tanti patrimoni italiani.

Cesti alimentari, regalo più gettonato
Agli italiani piace donare, ricevere e mettere sotto l'albero di Natale una bella confezione regalo piena di generi alimentari, prodotti tipici, vini e specialità o primizie dolci e salate. Una tendenza, questa, che cavalca un'onda fortunata da molti anni, confermata anche nel 2006 con una spesa di circa 200 euro per ogni famiglia. Certo, non si parla dei tempi d'oro del 2004, rispetto a cui già nel 2006 si registrava un calo del 52,2% ma in ogni caso questo resta un appuntamento fisso.
In un momento di crisi generale dei consumi, occorre dire che anche il Natale tende ad essere sottotono, con scarsa propensione all'acquisto in generale. I settori che ne risentono riguardano le spese per capi di abbigliamento e calzature, giocattoli per i più piccoli, prodotti hi tech, libri eccetera. Mentre alla domanda 'Che tipo di regalo acquisterà quest'anno?”, il consumatore tipo del 2006 ha risposto 'Confezioni alimentari e cesti natalizi”, con una leggera variante che riguarda i vini e i liquori a volte un po' penalizzati durante le feste.
Accantonando i dati, spesso smentiti dallo spirito del convivio e delle feste, è visibile il fenomeno della regalistica alimentare: negozi, aziende, enoteche, negozi di generi alimentari più o meno grandi, centri commerciali, siti e fornitori on line che propongono offerte allettanti. Carte vincenti per una proposta originale e soddisfacente, l'impiego di prodotti di qualità, magari tipici, regionali, Dop e Igp. Ecco i classici cesti contenenti miele, frutta secca e candita, mostarda e lenticchie, e ancora zampone, pasta fresca e tortelli. Oppure olio, salumi, formaggi Dop della tradizione italiana, salse, prodotti dolciari e addirittura biologici o appartenenti al mercato equo e solidale. Le proposte più originali: cesti natalizi a base di prodotti esclusivamente per celiaci (pasta, farina, dolci, biscotti, gallette), per vegetariani oppure per golosi (tutti a base di dolci, dal panettone al cioccolato fondente, al torrone, al pregiato miele). Si sa, non è Natale senza un simbolo delle festività anche sulla tavola, soprattuttto se la tavola è di italiani buongustai e consumatori attenti.

Il botto è più fortunato se si stappano bollicine italiane
A differenza di quanto avviene per il vino, l'andamento dei consumi di spumante presenta una forte stagionalità, che si fa sentire soprattutto in prossimità dei festeggiamenti di fine anno dove si registrano picchi di richiesta. Nel 2006 (fonte Forum Spumanti d'Italia), sul totale degli acquisti domestici di spumante, solo il 43% è stato realizzato tra gennaio e novembre 2006, mentre il 57% dei consumi si è concentrato nel periodo delle festività natalizie. Rispetto al 2005, comunque, il fenomeno della stagionalità risulta leggermente ridotto a fronte della 'politica” nuova che sta interessando il mondo spumantistico e la presa di coscienza del consumatore italiano dell'enorme potenziale delle nostre bollicine, da gustare ovviamente tutto l'anno. Altri dati interessanti ce li fornisce Ismea-Ac Nielsen, secondo cui ben 6 bottiglie su 10 acquistate nel mese di dicembre scorso sono di spumanti dolci e aromatici nazionali (Asti Docg, Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene in testa con 30 milioni di bottiglie) e 35 milioni di altre bottiglie di spumanti con metodo Charmat. Oltre a 10 milioni di bottiglie di spumanti classici, Franciacorta e Trento Doc. Nelle case degli italiani sono saltati (dal 10 dicembre al 6 gennaio 2007) più di 85 milioni di tappi 'a fungo e gabbiette” fra acquisti e regali e altre 15 milioni di bottiglie sono state consumate fuori casa nei ristoranti e alberghi per una spesa globale di 850 milioni di euro. Crescono Franciacorta e Trento, all'estero piace molto il Prosecco. Trend positivo anche per consumo e vendita in enoteche e ristoranti, dove il periodo delle festività diventa un vero ricettacolo di bollicine, con una soddisfazione tutta italiana.

Le nobili bollicine altoatesine conquistano l'Italia e Sgarbi
Anche i vip non possono resistere al fascino delle bollicine, tanto più se si tratta di un 'buongustaio” come l'assessore alla cultura di Milano, Vittorio Sgarbi (nella foto con Alois Ochsenreiter, Josef Reiterer, Michael Reiterer e Lorenz Martini da sinistra). Da non tralasciare il fatto che l'assessore brinda con bollicine altoatesine, proprio quelle 'bollicine di montagna dell'Alto Adige” che stanno monopolizzando l'attenzione del pubblico in un tour promozionale che tocca il palazzo della Gran Guardia a Verona, da Milano e Bologna. Il pubblico ha gustato la produzione del piccolo drappello di produttori dell'Alto Adige presenti per far conoscere la loro migliore produzione di spumanti metodo classico già nota e apprezzata dalla critica specializzata.Celebre e affermato per la produzione di vini bianchi eleganti e aromatici di gran classe, l'Alto Adige vanta una piccola produzione di spumanti (200.000 bottiglie annue) ottenuti col metodo champenois che si stanno affermando in nicchie di mercato riservate a produzioni di alta qualità.
Una produzione qualificata realizzata con tecniche e cure artigianali che si contraddistingue per alcune peculiarità quali l'utilizzo di uve provenienti da vigneti oltre i 600 m. s.l.m. e dalla particolare composizione delle cuvèe che vengono lasciate maturare sui lieviti per un periodo non inferiore ai 18 mesi, ma che nel caso dei millesimati più pregiati vengono estesi anche a 60 mesi dando vita a prodotti complessi.
Oltre a un assemblaggio calibrato di uve provenienti dai più vocati terroir dislocati nelle diverse  aree di produzione (da Terlano a Mazzon e Salorno ad Appiano e Cornaiano), gli spumanti altoatesini vedono spesso l'utilizzo, accanto ai tradizionali Chardonnay e al Pinot nero, anche di piccole percentuali di Pinot bianco, che conferisce ai vini fragranza e sapidità, una spiccata componente fruttata e quella grande piacevolezza di bevuta che aggiunta alla buona acidità incoronano questi spumanti  come ideale abbinamento a tutto pasto. Il drappello di 5 'artigiani” era rappresentato da Azienda agricola Arunda-Vivaldi di Meltina, Azienda agricola Haderburg di Salorno, Cantina Spumanti Lorenz Martini di Cornaiano, Cantina Produttori San Paolo, Spumanti Kössler e Azienda agricola Von Braunbach di Terlano.