Vittorio Moretti 2001. Con la nuova selezione Bellavista altro salto di qualità del Franciacorta
La giusta sequenza del tempo e un equilibrio nei rapporti fra terreno, vigna, sole e uomo. Tutto questo, e tanta professionalità, sembrano concentrati nell'ultimo frutto del lavoro di Mattia Vezzola: il Bellavista Franciacorta Vittorio Moretti 2001, un vino straordinario e che per molti versi si può ben collocare ai vertici della
produzione franciacortina. Grazie a un'accurata selezione delle uve di Chardonnay (55%) e Pinot nero (45%) (che si affianca a quelle di altre annate straordinarie come l'84, l'88, il 91 e il 95) e all'evoluzione di circa 6 anni sui lieviti, sono nate 20mila bottiglie, sul mercato dall'autunno, che possono presentarsi a qualunque confronto di bollicine a livello mondiale. Un vino che sembra una cattedrale gotica tanto è forte e possente nell'identità, nel radicamento a terra e nella spinta verso l'alto, che in questo caso non è la trascendenza mistica, ma il traguardo dell'eccellenza.
Come di consueto la cerimonia si è svolta nella sede della cantina Bellavista a Erbusco (Bs) in occasione di un convegno dedicato a 'Il made in Italy alla prova dei fatti: chi lo ama e chi no”. Presenti il professor Mauro Masi, l'onorevole Adolfo d'Urso e l'imprenditrice Luisa Todini, oltre ai direttori di testate, alcuni dei quali già vincitori negli anni del prestigioso riconoscimento.
a.l.

