Dopo l'accordo commerciale per la cessione di tutto il vino sfuso (50mila quintali) al gruppo Mezzacorona, la Cantina di Valdadige cambia totalmente registro sul piano commerciale.

 Dopo avere dismesso tutta la struttura di marketing e avere deciso un piano di rilancio del marchio, la cantina sembra voler concentrare tutte le sue risorse sui 10mila quintali che finora venivano imbottigliati con le linee Altariva (il top di gamma di vini come il Pinot grigio ramato, lo Chardonnay, il Mansio Servasa e l'Enantio, base e riserva, ultimo prodotto dell'enologo Alessandro Martello) e con quelle di Valdadige, di Vallagarina, oltre che con frizzanti e spumanti.

Forse un po' di semplificazione garantirebbe migliore visibilità a prodotti di qualità non sufficientemente promossi in passato, ma  al momento sembra certo l'obiettivo del presidente Sergio Albrigo di puntare con forza, grazie alla qualità, sull'area dell'Horeca e sui privati, abbandonando definitivamente la Grande distribuzione.

La scelta di cedere al gruppo Mezzacorona tutto lo sfuso, secondo Albrigo, dovrebbe semplificare l'attività di promozione diretta della cantina, che in passato doveva invece cercare di volta in volta acquirenti diversi per questi quantitativi importanti. «Questo accordo - ha precisato il presidente di Valdagide - ci offre l'opportunità di ripresentarci sul mercato con più chiarezza e di guardare, magari in accordo con Mezzacorona, anche a sviluppi importanti sui mercati esteri come Germania e Usa, per valorizzare soprattutto il Pinot grigio, che rappresenta quasi la metà della nostra produzione».

m.p.