Prosecco al top, Asti in crescita
Sono 141 milioni circa le bottiglie stappate in Italia nel 2006, 105 milioni dal 15 dicembre al 6 gennaio per un fatturato nazionale annuo al consumo di circa 1 miliardo di euro. Il comparto dei vini spumanti realizza sui mercati esteri il 50% del fatturato, una voce attiva nella bilancia dei pagamenti del Paese e rappresenta un fatturato più che doppio del valore all'origine.
Oggi gli spumanti d'Italia sono presenti in 42 Paesi nel mondo, per 135 milioni di bottiglia (erano solo 110 milioni nel 2005) con un prezzo medio al consumo superiore a 7 euro. Un successo segnato soprattutto dai re del metodo Charmat, cioè Asti e Prosecco, un mix ideale per palati fini e curiosi. Il mercato più in crescita si rivela essere quello degli States con 22,3 milioni di bottiglie, un exploit che ha superato il consumo anche di Champagne.
La Germania comunque resta sempre il 1° mercato europeo con circa 43 milioni di bottiglie. Forte anche il trend nel Regno Unito e in Giappone con circa 5 milioni; importanti i segnali provenienti dalla Russia (+20%), dalla Svizzera (+12%), dall'Austria (+10%) e anche dalla Francia (+9%).
Molte sono le case spumantistiche nazionali, 734 nel 2006 (indagine Forum-Ismea di maggio 2007) che hanno presentato sui vari mercati almeno un'etichetta di vini spumanti. Un consumatore - come è emerso dal sondaggio del Forum Spumanti nel 2006 su un campione di 1800 questionari compilati - sempre più orientato a scelte soggettive e autonome, dimostrare anche da un significativo spostamento dei consumi lontano dalle festività di fine anno. Si registra anche un forte incremento del consumo a tavola per gli spumanti metodo Classico (Trento e Franciacorta i leader) diventati un vino da tutto pasto e che si sposa bene con tutti i piatti, dall'antipasto alla pizza, dal primo di pesce al secondo di carne, al dolce.
Il Prosecco di Conegliano di Valdobbiadene (Tv) si conferma il leader per i cocktail, per l'aperitivo e fuori pasto, mentre l'Asti è sempre più il simbolo delle bollicine italiane sui mercati esteri ed emrgenti. Comunque, sia Prosecco che Asti si rivelano un importante biglietto da visita nazionale, con l'obbligo di puntare su una immagine meno poliedrica, più mirata, e sicuramente tutelata e protetta per qualità a unicità.Proprio a conclusione dell'edizione del Forum di quest'anno si è ribadita da parte degli organizzatori e sostenitori la funzione primaria dell'evento: valorizzare il consumo e la qualità di un'eterogeneità di vini che rappresentano l'Italia e i suoi produttori. In ultima analisi la mission sta nel raccontare e rappresentare le istanze sostanziali e le prospettive di mercato rispettivamente Vsqprd e dei Vsq e di coordinare le azioni e gli strumenti istituzionali che possono avere anche altre sedi nazionali e internazionali utli al prestigio.

