Olivini, dopo 5 vendemmie ecco il Lugana delle 5 “G”
Se non fosse che l'enologo si chiama Antonio Crescini, e il suo lavoro conta non poco nei risultati finali, il Lugana Olivini potrebbe essere indicato come quello delle 5 'G”, vista la coincidenza della prima lettera nel nome dei familiari a cui fa capo la cantina.
A Giulio e Graziella si affiancano infatti i 3 figli Giovanni, Giordana e Giorgio (nella foto), tutti accomunati dalla passione per un'azienda che, nata negli Settanta per iniziativa del nonno Giuseppe - sempre una 'G” che torna - è gestita direttamente dalla famiglia solo da sei-sette anni. Giusto il tempo per rivedere l'impostazione dei vigneti (poco più di 14 ettari con filari longevi che possono garantire una costanza qualitativa), della cantina (fra breve ne sarà realizzata una nuova) e avviare la nuova fase di vinificazione che oggi garantisce 120mila bottiglie, per l'80% costituite da varie tipologie di Lugana - compreso un interessante Brut metodo Classico che sta 24 mesi sui lieviti - e per il resto da Garda Classico rosso e da un ottimo Merlot.
Un periodo di tempo che ha permesso di realizzare una piccola verticale delle prime 5 annate prodotte dalla nuova gestione di Lugana Doc Superiore 'Demesse Vecchie” (dal 2001 al 2005). Un'occasione per verificare la trasformazione progressiva del vino che, oltre a una più accurata selezione dei vitigni, si è basata anche su una progressiva riduzione dell'affinamemnto in legno, sceso a un 15% che sembra costituire un buon equilibrio tra freschezza e aromaticità.
a.l.

