DOPO-TOCAI: CERCASI NOME DISPERATAMENTE
Ancora pochi mesi (fino al 31 marzo 2007) e poi l'Italia dovrà rinunciare al nome di uno dei suoi vini più radicati, il Tocai. Il braccio di ferro ingaggiato con l'Ungheria (che nel Tokai non ha solo il più nobile dei vini passiti al mondo, ma anche uno dei suoi emblemi nazionali) si è come noto concluso in maniera negativa per i nostri produttori, sparsi in uno dei più vasti areali della viticoltura italiana, coinvolgendo ben 10 Consorzi Doc: dalla Lombardia (San Martino della battaglia) al Friuli (che ne vede interessati addirittura sei). Qualche spiraglio sembrerebbe ancora esistere (come ha dimostrato uno dei maggiori esperti, Antonio Calò dell'Istituto sperimentale di Viticoltura di Conegliano, «non c'è alcuna connessione fra i due vitigni, tanto più che quello italiano deriva dal Sauvignonasse del Midi, andato perduto»), ma ormai sul piano formale i giochi sono chiusi e agli italiani resta un solo compito: trovare un nuovo nome a questo vino. E qui cominciano i problemi. Proprio la forse troppo vasta coltivazione del Tocai ha impedito di trovare delle strategie efficaci per difendere il nome del vino dal ricorso ungherese. Appare quindi improbabile che ci possa essere una qualche intesa sulla nuova denominazione. Lo sbocco più probabile è che, mantenendo il nome del vitigno Tocai in etichetta (scelta che anche sul piano scientifico è incontestabile), ogni consorzio vada un po' per la sua strada. Se ne è avuta conferma in occasione di un interessante convegno 'Lo chiamavano Tocai - Dall''ombra” della piazza ai mercati del mondo”, svoltosi a Portogruaro per sostenere tutti i produttori di Tocai nel delicato passaggio a una nuova denominazione, che per i vini Doc di Lison e Pramaggiore - come hanno confermato il presidente del Consorzio, Giorgio Piazza, e il maggior produttore, Carlo Paladin, sarà 'Lison”. E poiché alla scelta del nome sono interessati tutti i produttori, che devono affrontare 'il dopo-Tocai”, è stata organizzata una degustazione che ha visto in campo 62 Tocai Top, ovvero l'oro del Nord Est. Il vino più noto in particolare nel Veneto orientale e nel Friuli Venezia Giulia, dove è da sempre il bianco per eccellenza, la celeberrima 'ombra” dei veneti e il 'tajùt” dei friulani. Ecco allora il Lison e il Lison Classico (come si chiama ora il tradizionalissimo Tocai della zona), i suoi fratelli del Friuli Venezia Giulia e anche le etichette di piccole isole di produzione come il Breganze bianco nel Vicentino, e il San Martino della Battaglia nel Bresciano.
m.p.

