Viticoltura altoatesina: da 4.000 anni regna la Schiava
La storia della Schiava si intreccia con quella antica della viticoltura altoatesina: un ritrovamento archeologico nella val Isarco, ancor oggi terra di vino, ha restituito un'anfora di circa 4.000 anni fa piena di vinaccioli. In epoca romana il vino della zona (chiamato rethico, essendo Rethia il nome della regione) era molto apprezzato per esempio dall'imperatore Augusto, mentre Plinio il Vecchio racconta di botti di legno legate con cerchi di vimini. Nella fiorente viticoltura sudtirolese - rimasta tale nei secoli, nonostante le crisi medievali, la filossera e le altre malattie che colpirono la viticoltura italiana tra fine dell'Ottocento e inizio Novecento - il vitigno più diffuso è la Schiava. L'origine del suo nome è incerta, due le tesi principali, entrambe sostenute da elementi reali. La prima deriva dal sistema di coltura utilizzato nel Medioevo per una serie di varietà, anche differenti tra loro, coltivate a "basso ceppo" e che necessitavano di un sostegno, o un palo o un albero, generalmente un gelso. Queste uve nel XIII secolo erano chiamate sclave per il loro dover essere appoggiate necessariamente a un sostegno.
La seconda tesi è collegata alla probabile provenienza del vitigno dai paesi slavi, "sclava" da cui poi "schiava" sarebbe stata una deformazione dialettale di "slava". Ampelograficamente si è in presenza più che di un singolo vitigno di un insieme di varietà similari collegate tra loro dalla comune provenienza geografica: la regione tra i fiumi Sava e Drava da cui sarebbero giunte in Italia al seguito degli Unni o dei Longobardi. Infatti nel tardo Medioevo queste uve erano chiamate Heunisch o Hunnisch a testimonianza quasi della loro origine unna. In Sudtirolo il vitigno trovò condizioni ideali per il suo sviluppo: terreni leggeri e permeabili di origine calcarea e porfirica. Le molte varianti di questo vitigno sono sottolineate dalle diverse denominazioni assunte in Sudtirolo (Sciava, Sinarola, Schiavone, …) e coltivate in passato con ancora più varianti: infatti fino alla fine del milleottocento esistevano varianti a bacca bianca. Attualmente due sono i rami principali, entrambi a bacca rossa, da un lato quello lombardo e veneto cioè la Schiava nera e i suoi derivati, dall'altro quello altoatesino e trentino con la Schiava Gentile,la Schiava Grigia, la Schiava Grossa e la Tschaggele.
La Schiava Gentile, detta anche Schiava Piccola per le contenute dimensioni del grappolo è stata descritta per la prima volta nel 1906 da Molon e successivamente dal Rigotti. La Schiava Grigia è una varietà particolarmente rustica che si adatta molto bene a qualsiasi terreno, il suo nome probabilmente deriva dalla notevole pruinosità che ricopre con un velo grigio il colore blu-violetto della buccia degli acini. La Schiava Grossa deriva il suo nome e i suoi caratteri peculiari dalle dimensioni sia dei grappoli, sia degli acini, particolarmente grossi. Caratteristica della Tschaggele è avere acini a polpa carnosa. Per la sua semplicità e la sua duttilità la Schiava Gentile è componente di moltissime doc altoatesine e trentine quali Alto Adige Lago di Caldaro, Alto Adige St. Magdalener, la trentina Casteller e le lombarde Cellatica e Botticino. Soltanto nella doc Alto Adige è prevista la Schiava Gentile vinificata in purezza (Edelvernatsch). Il vitigno Schiava Gentile dà origine a una pianta vigorosa con un grappolo di medie dimensioni. Gli acini sono di medie dimensioni e di forma sferoidale, di colore blu- ioletto e con una buccia tenera, di spessore medio e abbastanza pruinosa. Il sistema di coltivazione della Schiava Gentile è quello tradizionale della pergola trentina che richiede diverse potature. La vendemmia generalmente avviene negli ultimi giorni di settembre o agli inizi di ottobre. Il clima alpino, che può fruire dell'azione protettiva delle montagne nei confronti dei venti del Nord, rende tale vino elegante nei profumi, equilibrato nel gusto, piacevole e di pronta beva. Le differenti vinificazioni tra Alto Adige e Trentino determinano vini tra loro diversi: in Alto Adige più scuro e saporito, mentre in Trentino - togliendosi presto le bucce dal mosto - il vino è rosso chiaro, rosato, di pronta beva e quindi da bersi giovane.
Salvatore Longo
Schiava Gentile
Zona di produzione: Alto Adige e in parte Trentino
Colore: da granato a rubino
Al naso: vinoso, fragrante, fruttato, con sentori di frutti rossi maturi e note di viola
In bocca: intensità tanninica e corpo medi, lievemente amarognolo e sapido
Resa: 140 q/ha.
Vitigni: Schiava Gentile
Altre tipologie: Rosato (con macerazione a freddo delle uve), frizzante e novello
Gradazione alcolica minima: 10,5% vol.
Epoca migliore per il consumo: entro l'anno, massimo due
Temperatura di servizio: 12 - 14° C.
Abbinamenti: piatti di carne leggeri e di pesce, polenta
Riconoscimento della doc: 14/04/1975
Schiava grossa
Sinonimi: Trollinger, Schiavone Generalità: vitigno appartenente alla famiglia delle Schiave di probabile origine Slava; da non confondere con la Schiava o Schiava lombarda che presenta caratteristiche diverse.
Viene coltivato in Trentino Alto Adige, nel Veneto e nel Friuli.
Caratteri Ampelografici: foglia grande pentagonale, trilobata - grappolo grande, tronco-conico, alato e compatto - acino grande con buccia ricca di pruina di colore blu-nero.
Maturazione: media
Vigoria: molto buona
Caratteristiche del vino: se ne ricava un vino dal colore rubino chiaro e profumato, lievemente amarognolo, sapido e poco alcolico.
Caldaro o Lago di Caldano Doc
Vitigno: Schiava grossa
Zona di produzione:Viene prodotto prevalentemente nei comuni di Andriano, Ora, Bronzolo, Appiano, Caldaro, Cortaccia, Magré, Montagna, Nalles, Egna, Vadena, Termeno.
Profumo, gusto e colore:Profumo gradevole, fruttato.Gusto leggero, armonioso,leggermente di mandorle.Colore rosso rubino chiaro.
Gradazione:10,5% Vol.
Abbinamento Cibi e temperatura: Antipasti freddi di carne (Speck, salami, ecc.), bollito, vitello e pollame lesso, arrosto, alla griglia, formaggi a pasta dura e tenera. Va servito a 14-15° C.
Schiava grigia dell'Alto Adige Doc
Vitigno: Schiava grigia
Zona di produzione:Andriano, Bolzano, Appiano, Caldaro, Cortaccia, Magré, Nalles, Egna, Vadena, Salorno, Terlano, Termeno.
Profumo, gusto e colore:Profumo delicato, gradevole, caratteristico.Gusto leggero,fruttato, pieno.Colore rosso rubino.
Gradazione:10,5% Vol.
Abbinamento Cibi e temperatura: Antipasti freddi di carne (Speck, salami ecc.), bollito, stinco di vitello arrosto, formaggi dolci a pasta dura etenera. Va servito a 14-16° C.
Meranese Doc
Vitigno: Schiava grossa o schiava gentile
Zona di produzione:Lagundo, Postal, Gargazzone, Caines, Lana, Marlengo, Merano, Rifiano, Scena, S. Pancrazio, Tirolo, Tesimo, Cermes.
Profumo, gusto e colore:Profumo leggero, fruttato, caratteristico.Gusto armonioso, pieno.Colore rubino rosso.
Gradazione:10,5% Vol.
Abbinamento Cibi e temperatura: Antipasti freddi di carne, (Speck, salami, ecc.), bollito,pollame e carni bianche arrosto, formaggi dolci a pasta dura e tenera.Va servito a 14-16° C.
Santa Maddalena Doc
Vitigno:Schiava grossa o schiava gentile
Zona di produzione:Bolzano, S. Genesio, Cornedo all'Isarco, Renon, Terlano.
Profumo, gusto e colore:Profumo gradevole, fruttato, di viole mammole.Gusto pieno, vellutato, caratteristico.Colore rosso rubino scuro.
Gradazione:11,5% Vol.
Abbinamento Cibi e temperatura: Pasticcio di carne, carni rosse alla griglia, arrosto, selvaggina, fagiani, formaggio saporito a pasta dura.
Va servito a 16-18° C.

