Vino del garda: chiaretto, floreale con struttura
Fra i prodotti più caratteristici del Garda c'è questo vino prodotto coi migliori grappoli del Groppello. Da una vinificazione secondo regole antiche nasce oggi uno dei prodotti più moderni in Italia e che incontrano maggiore interesse per freschezza, armonia di profumi, giusta acidità e struttura. Ideale per l'aperitivo è ottimo anche a tutto pasto.
Una delle tre principali zone vinicole del ‘vigneto Lombardia' è la provincia di Brescia con la Franciacorta e le colline che declinano verso la costa occidentale del lago di Garda, quella compresa tra la splendida Sirmione (nel cui retroterra si stendono i vigneti della doc Lugana) e l'affascinante Limone che nel nome ricorda un passato legato alla coltivazione e al commercio di quest'agrume, testimonianza di un microclima particolare per ventilazione e temperatura. Furono queste condizioni che fin dalla preistoria favorirono gli insediamenti umani sulla costiera gardesana e lo sviluppo di una ricca vegetazione spontanea. Anche la presenza della vite risale a quell'epoca, ma fu addomesticata solo nel V secolo a.C. dagli Etruschi che avevano identificato le tecniche di coltura. Successivamente i Romani, apprezzando molto i vini della zona, ampliarono notevolmente le aree dedicate alla viticoltura. Se Catullo con i suoi versi ne fu un estimatore pagano, il Chiaretto ha avuto successo in ogni epoca: papa Leone X ad esempio lo amava moltissimo e lo giudicava ai vertici dell'enologia dell'epoca. Esistendo anche nel Rinascimento l'usanza di ingraziarsi i potenti con omaggi ‘esclusivi' si narra che il marchese di Mantova, volendo ottenere i favori del Papa, gli abbia inviato pesci del lago e il chiaretto. Secondo le cronache raggiunse il proprio scopo. Nella zona sud del lago i vitigni sono a frutto sia bianco sia rosso, mentre lungo la costa occidentale sono essenzialmente a frutto rosso. Se i vigneti prosperano lungo tutta la costa bresciana è però la Valtenesi l'epicentro attorno al quale ruota la produzione vitivinicola della zona. è anche la principale area del Chiaretto. Al momento della vendemmia del Garda classico è tradizione che i grappoli più belli vengano destinati al Chiaretto. Nella vinificazione del Chiaretto, nonostante le moderne tecnologie, è fondamentale il ruolo dell'uomo: la fase decisiva è quella del contatto del mosto con le vinacce colore rosato del 'petalo di rosa”, in una sola notte bastano poche ore di fermentazione. Il Chiaretto nasce dall'unione delle uve soprattutto di quattro vitigni: Sangiovese che assicura struttura e longevità, Marzemino che dà fragranzae armonia nei profumi, Barbera che dona freschezza e vivacità e Groppello al quale si devono finezza, eleganza e sapidità. Il Groppello è l'unico autoctono. Coltivato sulla sponda bresciana del Garda già dai Romani, come risulta dagli scritti di Virgilio o di Plinio, è stato ampiamente descritto nel 1500 da molti autori e in particolare dal Gallo (1550) che lo esamina dettagliatamente anche nelle sue varianti. Attualmente il Groppello è coltivato esclusivamente in Valtenesi (a eccezione di una micropresenzain val di Non) ed è la componente principale del Chiaretto. Il nome Chiaretto deriva dallo splendido colore. Si diversifica dai Rosati del resto del mondo oltre che per l'eleganza del colore anche per la sua grande sorprendente aromaticità e di frutti di bosco, non disgiunta da un'interessante acidità, che determina grande freschezza di sensazioni gustative, e da una notevole struttura. Vino dalla personalità inconfondibile ed espressione del terroir gardesano è caratterizzato da sapidità ‘in uscita' dovuta all'esistenza nel terreno di alcuni sali 'propi' della zona. Le sue caratteristiche lo rendono adatto per l'aperitivo e per il bere fuori pasto o a tuttopasto. Per la sua struttura delicata è giudicato gradevole al palato femminile.
Salvatore Longo

