Pompeo Gherardo Molmenti, di origini friulane, nacque a Venezia nel 1852. Intraprese gli studi, secondo la tradizione dell'agiata borghesia, alla facoltà di giurisprudenza prima a Pisa e poi a Firenze.Pompeo Molmenti rappresentò come Vincenzo Dandolo o Pietro Verri, una figura di intellettuale che si applicava con successo in numerose branche della conoscenza, storico, critico d'arte e quindi anche capace enologo e agronomo (come dimostrò con la creazione del Chiaretto). Fu nominato professore di lettere al liceo Foscarini di Venezia, che lasciò dopo poco tempo per insegnare all'Accademia di Belle Arti. Studioso instancabile della storia di Venezia, vinse nel 1877 un concorso storico bandito dall'Istituto veneto di scienze e lettere a cui seguì la sua più celebre pubblicazione 'La storia di Venezia nella vita privata, dalle origini alla caduta della repubblica” che ottenne un grande successo sia in Italia che all'estero. Prima di giungere a Moniga del Garda, Molmenti entrò in politica come consigliere comunale a Venezia e successivamente, nel 1800, fu eletto deputato al parlamento del primo collegio di Brescia. In seguito venne eletto senatore del collegio di Salò, carica che mantenne fino al 1920. Pompeo Molmenti aveva sposato una nobildonna di Moniga del Garda, Amalia Brunati, che gli aveva portato in dote la villa omonima di Moniga e 15 ettari di terreno.L'idea di cimentarsi nella produzione del Chiaretto gli venne probabilmente dai numerosi viaggi intrapresi in Francia, ma non è escluso che l'ispirazione di utilizzare l'antico metodo del cappello sommerso (essendo un conoscitore dell'agricoltura antica) gli sia stata suggerita dalla letture delle Venti giornate di Agricoltura dell'autore cinquecentesco bresciano Agostino Gallo.Una memoria dello scrittore vicentino Giovanni Franceschini del 1928 riporta: «L'ospitalità di Pompeo Molmenti era prodiga e affettuosa e agli ospiti non faceva mai mancare nulla,compreso il vino schietto della sua Moniga, il vino squisito di un colore vecchio rossigno di Bordeaux».