SPUMANTI: TANTE BOLLICINETROPPI NOMI
La questione della mancanza di una denominazione comune a tutti gli spumanti italiani non è certamente nuova e di anno in anno si ripropone la domanda se in futuro non sia conveniente per le cantine che utilizzano diversi metodi di produzione, scegliere una sigla comune, così come hanno fatto i francesi con lo Champagne. La scelta, come ha ribadito anche lo scorso anno Giampiero Comolli, direttore dell'Osservatorio- Forum Spumanti d'Italia di Valdobbiadene, è dettata dalle esigenze del mercato, che oggigiorno basa sempre più la fortuna commerciale di un prodotto sull'immagine e le strategie di marketing. Tanti nomi possono perciò disorientare il consumatore, specie quello straniero, abituato ad identificare con una singola sigla le bollicine d'Oltralpe, come anche quelle di altri grandi produttori europei, spagnoli in primis con il termine Cava. Ma l'Italia è la terra dai mille sapori e dalle mille ed una tradizioni, che specialmente in campo enogastronomico differenziano anche profondamente una regione dall'altra. Mauro Lunelli, presidente dell'Istituto Trento Classico e amministratore delegato delle Cantine Ferrari, uno dei simboli delle bollicine made in Italy, fa notare che a livello qualitativo, come confermano i risultati di molti concorsi, il metodo Classico italiano non ha nulla da invidiare allo Champagne. Il confronto si focalizza, quindi, sui numeri. Come competere con i 300 milioni di bottiglie metodo classico francese, quando per ragioni culturali e territoriali la nostra produzione si aggira sui 18 milioni? E con quale sigla mettere d'accordo chi imbottiglia prosecco, dolci aromatici e bollicine, evitando di essere fraintesi da chi non conosce tutti i nostri metodi di produzione, continuando ad usare il termine generico spumante? Forse, come suggeriscono alcuni, bisognerebbe riservarlo ad uno o due prodotti soltanto. E, soprattutto, per confrontarci numericamente con i colossi europei, perseguire la strada dell'incremento produttivo del metodo Classico, anche attraverso una nuova cultura del bere che non associ il consumo delle bollicine alle sole occasioni di festa, ma anche all'idea che siano ideali a tutto pasto. La soluzione appare ancora lontana, specie se si considera che tra gli stessi produttori di bollicine, c'è chi utilizza nomi differenti: Talento è la sigla di pecificazione nazionale dello spumante classico, utilizzata prevalentemente per il Trento doc, Franciacorta indica le bollicine bresciane, Classese quelle di alcuni produttori dell'Oltrepò, come Altalanga è il nome scelto da alcuni piemontesi.
c.b.

