Prosecco Doc: è arrivato il momento della svolta?
L'annuncio della produzione di 4 milioni di lattine con l'etichetta 'Rich Prosecco” ha scatenato un vero terremoto all'interno del mondo produttivo del Prosecco Doc di Conegliano e Valdobbiadene. Un grido d'allarme si è alzato all'unisono da parte di produttori, Consorzio di Tutela, organismi di categoria, Enti e Istituzioni territoriali. Nelle 'famigerate” lattine della Rich (che in Italia sono vietate per il vino) è finito del vino frizzante, del tutto generico, ottenuto da uve di prosecco, ma per un consumatore distratto la differenza fra Prosecco Doc e prosecco frizzante è poco comprensibile e apprezzabile.
Va tenuto conto che è proprio sul mercato austriaco (dove è nata l'idea del prosecco in lattina) e su quello tedesco finisce la maggior parte della produzione di Prosecco, quello doc Conegliano Valdobbiadene e quello non doc, circa 30 milioni di bottiglie in totale (circa 16 milioni in Usa e altrettante in Gran Bretagna). Il Prosecco Doc, oggi, vale 300 milioni di euro sul mercato mondiale e il marchio Prosecco nel suo complesso diversi miliardi di euro. A dare un ulteriore colpo all'immagine del Prosecco doc ci sono le foto scattate proprio nella zona di produzione del Prosecco Spumante Doc Conegliano Valdobbiadene, mentre si vendemmiava su colline eroiche e impervie. Per molti non è più tempo di aspettare: è arrivato il momento di fare chiarezza e mettere le cose a posto, a difesa dell'inimitabilità del Prosecco Doc che negli ultimi 15 anni ha raggiunto una qualità diffusa, una produzione stabile, un buon ritorno economico, prezzi sul mercato sostenuti, volumi crescenti nel consumo all'estero e in Italia, che si prevede possano aumentare di un altro 12% nel 2006. Il dibattito fra i produttori e le istituzioni dunque si è aperto e diventa incalzante, ma la strada per trovare la soluzione non è certo facile da individuare.
Va tenuto conto che è proprio sul mercato austriaco (dove è nata l'idea del prosecco in lattina) e su quello tedesco finisce la maggior parte della produzione di Prosecco, quello doc Conegliano Valdobbiadene e quello non doc, circa 30 milioni di bottiglie in totale (circa 16 milioni in Usa e altrettante in Gran Bretagna). Il Prosecco Doc, oggi, vale 300 milioni di euro sul mercato mondiale e il marchio Prosecco nel suo complesso diversi miliardi di euro. A dare un ulteriore colpo all'immagine del Prosecco doc ci sono le foto scattate proprio nella zona di produzione del Prosecco Spumante Doc Conegliano Valdobbiadene, mentre si vendemmiava su colline eroiche e impervie. Per molti non è più tempo di aspettare: è arrivato il momento di fare chiarezza e mettere le cose a posto, a difesa dell'inimitabilità del Prosecco Doc che negli ultimi 15 anni ha raggiunto una qualità diffusa, una produzione stabile, un buon ritorno economico, prezzi sul mercato sostenuti, volumi crescenti nel consumo all'estero e in Italia, che si prevede possano aumentare di un altro 12% nel 2006. Il dibattito fra i produttori e le istituzioni dunque si è aperto e diventa incalzante, ma la strada per trovare la soluzione non è certo facile da individuare.

