Pinot nero e Oltrepò, risultati tra presente e futuro
Pinot nero e Oltrepò, binomio certo nel presente, ma già proiettato nel futuro. Il presente si fonda sui programmi annunciati tre anni fa dal Consorzio tutela vini Oltrepò pavese e dal suo direttore, Carlo Alberto Panont, durante la presentazione del Progetto Speciale del 2003. Alla voce Pinot nero si evidenziavano due obiettivi: il riconoscimento della Docg per lo Spumante metodo classico e l'aumento della produzione di Pinot nero in rosso con l'impianto di nuovi vigneti specializzati per portare la superficie totale investita da 2.000 a 3.000 ettari. I primi risultati cominciano a sentirsi. Nel presente,è la vendemmia 2006 a parlare: il Pinot nero, a livello di mercato locale, sarà l'uva più importante. Di prospettive si è invece parlato durante il convegno 'Perché soprattutto il Pinot nero nel futuro dell'Oltrepò” organizzato lo scorso 3 settembre presso la Sala Ballabio della Fiera di Via Truffi, a Casteggio (Bs), nel contesto di Oltrevini 2006.Hanno partecipato, in veste di relatori,Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi, Attilio Scienza dell'Università di Milano, Giacomo Mojoli della presidenza internazionale di Slow Food, ed Erhard Tutzer, vivaista altoatesino.

