BISOL, IL PRINCIPE DELLE BOLLICINE, CONQUISTA GLI INGLESI
Che persino il quotidiano inglese Daily Telegraph dedicasse quasi una pagina alle bollicine di casa nostra, è stata davvero una splendida notizia per i fan del Prosecco di Valdobbiadene, un vino che nell'ultimo anno, in un periodo di pesante crisi economica per l'Europa, è letteralmente decollato nelle esportazioni in tutto il mondo. L'articolo, firmato da un noto giornalista enogastronomico inglese, Jonathan Ray, è apparso recentemente sulle pagine del quotidiano con un titolo davvero azzeccato: "Il principe delle Bollicine". Racconta Jonathan Ray di una splendida giornata di inizio di primavera trascorsa in gradevole conversazione con Gianluca Bisol a Venezia, mentre, pigramente seduti al bar, sorseggiavano, in successione, calici e cocktail di Valdobbiadene Prosecco. Inevitabilmente tra i due, un giornalista anglosassone esperto di vini e Gianluca Bisol, erede di una grande famiglia di viticoltori, è iniziato un vivace e piacevole dissertare di bollicine. «è assurdo - dice Gianluca Bisol - mettere a confronto lo Champagne con il Valdobbiadene Prosecco. Sono due vini molto differenti sia nei metodi di lavorazione che per le varietà di grappoli che utilizzano. Mentre il primo ha la sua seconda fermentazione in bottiglia, il secondo, che utilizza soprattutto uva Prosecco a cui si aggiunge un 15% di uve Chardonnay, Pinot e Verdiso, ha la sua seconda fermentazione in recipienti di acciaio per proteggerne gli aromi primari. Non ho alcun dubbio sul fatto che lo Champagne sia da considerare il "re delle bollicine", ma ritengo appropriato insignire il Valdobbiadene Prosecco del titolo di "principe delle bollicine"». Grazie al metodo Charmat e alla scelta dei grappoli il Prosecco si caratterizza per la sua delicatezza e il suo fruttato: un vino giovane, leggero, cremoso, rinfrescante e non impegnativo. Il Valdobbiadene Prosecco, non vuole ispirarsi, come succede in molte regioni, allo Champagne, ma al contrario rivendica la sua identità di vino assolutamente italiano. Prende il nome dai grappoli da cui è prodotto, di uva Prosecco appunto, che rappresenta l'85% dell'uvaggio e, per rispettare la Doc, deve essere raccolto solo dai vigneti estremamente scoscesi compresi in un piccolo territorio tra Valdobbiadene e Conegliano. Una definizione, "principe delle bollicine", detta quasi per caso ma che spiega molto bene quali siano le prospettive future del Valdobbiadene Prosecco. Racconta ancora Gianluca Bisol: «Credo che il Valdobbiadene Prosecco rappresenti, per il mercato inglese, una piacevole novità. Il suo bouquet fresco e delicato, il gusto fruttato leggero e non impegnativo hanno sorpreso il palato degli anglosassoni, da sempre abituati a considerare il mondo delle bollicine un'esclusiva dello Champagne. Certamente ha favorito il trend positivo dei prodotti italiani il fascino dell'originalità dello stile italiano. Un'occasione unica per uscire dall'anonimato e far apprezzare il nostro Valdobbiadene Prosecco, che come tutti sanno rappresenta una produzione molto limitata rispetto alle bollicine francesi, solo 42 milioni di bottiglie rispetto ai 300 milioni di Champagne». In questo contesto è particolarmente significativo il riconoscimento che è stato attribuito al Cartizze Bisol a Londra, in occasione del Fine Wine Encounter 2004, evento sclusivo che, da 7 anni, propone in degustazione 100 produttori selezionati tra i migliori del pianeta ai lettori della più importante rivista inglese di vino, Decanter, un pubblico di grandi esperti provenienti da tutto il mondo. Più di 2.000 i visitatori che hanno espresso le loro preferenze tra i 600 vini in degustazione e un risultato più che lusinghiero per il Bisol Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze 2003, che è risultato il vino bianco più votato in assoluto, precedendo di molto alcuni grandi nomi del mondo delle bollicine, compresi gli Champagne. Di recente, addirittura, anche la Regina Elisabetta di Inghilterra ha offerto ai suoi ospiti il Valdobbiadene Prosecco Bisol.
Andrea Lupini
Andrea Lupini

