Gli associati dell'Istituto Talento sono soddisfatti per aver ottenuto il riconoscimento legislativo: dal 1° febbraio 2005, infatti, tutti gli spumanti Metodo Classico prodotti in Italia possono utilizzare, anche se non facenti capo all'Istituto, la denominazione di Talento, che per legge indicherà gli spumanti di qualità, in pratica i vini spumanti prodotti in regioni determinate (V.S.Q.P.R.D.) e i vini spumanti di qualità (V.S.Q.) italiani elaborati con Metodo Classico.


Mauro Lunelli, presidente dell'Istituto Talento oltre che del Consorzio Trento Doc, non nasconde la propria soddisfazione. 'Il nostro intendimento come associati dell'Istituto Talento era la libera associazione con lo scopo di ottenere il riconoscimento legislativo per tutti gli spumanti Metodo Classico prodotti con uve pinot e chardonnay”. Qual è per lei il maggior motivo di soddisfazione? E' un grande successo soprattutto per i consumatori che con la denominazione Talento non rischiano più di cadere in errore. Ci può spiegare meglio questo concetto? Certamente. Fino ad oggi un vino per essere spumante bastava che avesse tre atmosfere di pressione. La denominazione Talento ritiene che porti vantaggi anche nell'esportazione di spumante? Sicuramente la denominazione aiuterà anche a far conoscere il nostro prodotto all'estero. Il termine spumante infatti all'estero corrisponde ad un vocabolo dequalificante perché sotto questa terminologia vengono venduti anche prodotti scarsi. Il termine Talento indicherà invece la qualità dei nostri prodotti. La denominazione Talento punta insomma ad aumentare le vendite sia in Italia che nel resto del mondo. Direi proprio di sì. In Germania in un anno vengono consumate circa 500 milioni di bottiglie, quindi sono sei pro capite. In Italia invece siamo fermi ad una media di due bottiglie a testa. Non tutti i produttori saranno però d'accordo a riunirsi nella grande famiglia denominata Talento. L'esempio più lampante è quello della Franciacorta. L'iniziativa del Talento è nata a fin di bene per distinguere la produzione di bollicine. La legge comunque prescrive come facoltativo l'utilizzo del marchio Talento. Coloro che vogliono presentare obiezioni, in base alla procedura per l'approvazione definitiva del decreto, hanno 60 giorni di tempo. Sì, coloro che non sono d'accordo possono presentare le loro obiezioni e c'è chi, come la Federdoc, ha già annunciato di presentare ricorso. E' chiaro che in quest'ottica se il ministero delle Politiche agricole accogliesse le obiezioni il decreto verrebbe cancellato. Ma in questo caso si toglierebbe di nuovo chiarezza al consumatore. Alcune critiche sono arrivate anche per quanto riguarda il nome scelto dall'Istituto. Io invece penso che Talento sia un nome qualificante e facile anche per l'estero.
Il direttore del Consorzio di tutela del Franciacorta, Adriano Baffelli, nutre grande soddisfazione per il riconoscimento della denominazione 'Talento” che in questo modo differenzia il Franciacorta dal resto della produzione di spumanti italiani Metodo Classico. In base al decreto del ministero dell'Agricoltura dal primo febbraio 2005 tutti gli spumanti, anche se non facenti capo all'Istituto, potranno utilizzare la denominazione di Talento. Cosa ne pensa lei a riguardo? Non entro più di tanto nell'analizzare il decreto, ma mi limito ad esprimere la soddisfazione per il riconoscimento ottenuto che in pratica ci differenzia maggiormente come Franciacorta. Come giudica il provvedimento pensando in ottica nazion