Per Gianni Legnani, l'esperto enologo del metodo classico della maison Berlucchi, «le bollicine sono un piacere che va gustato con tutti i 5 sensi». Le bollicine infatti, possono esaltare forse meglio di altri vini i sapori e gli aromi dei cibi a cui si accompagnano, tanto che sempre più produttori di spumante si sono orientati verso una promozione del consumo a tutto pasto. Una tendenza che da tempo viene sostenuta con forza dalla Guido Berlucchi di Borgonato (Bs), che non a caso negli anni ha diversificato i suoi prodotti per cogliere le tendenze di un mercato che, oltre che alle feste, ha piacere di sentire il classico schiocco del tappo anche tutti i giorni.  Un'opportunità in più per quei ristoranti che, grazie ad uno spumante giusto, possono arricchire l'offerta. Per sostenere questo trend la Berlucchi, con la collaborazione di uno dei maggiori chef italiani, Claudio Sadler, ha presentato le sue ultime produzioni (compresa la new entry Berlucchi Cellarius Rosè 2001) in occasione di una raffinata degustazione che ha spaziato dall'astice al filetto di vitello. Per l'occasione Cristina e Arturo Ziliani hanno illustrato le varie tipologie di spumanti: la Cuvée Imperiale brut (cavallo di battaglia dell'azienda), il Franciacorta Docg Gran Cuvée storica (alla sua seconda annata), il Cellarius Brut 2002,il Cellarius Rosé 2001, la Cuvée Imperiale vintage 1999 e la Cuvée Imperiale Max Rosé (l'extradry da tempo must della cantina).
a.l.