Nonostante una vendemmia deludente, prodotte 1.726 bottiglie in più rispetto al 2001 Il Novello 2002 cresce del 10% Veneto, Toscana e Trentino producono da sole quasi il 58% delle bottiglie Due dati sono sufficienti a fotografare in maniera inconfutabile lo stato di salute del Novello italiano. La vendemmia di quest'anno ha regalato poche soddisfazioni e molte delusioni che si esprimono, al di là di ogni possibile dubbio, in un dato che non lascia spazio ad equivoci. Si produrrà vino per scarsi 42.000.000 di ettolitri, contro i 54.000.000 della media vendemmiale degli ultimi cinque anni. In percentuale un eclatante - 20%, dato che ci riporta indietro di trent'anni. Ma nonostante questo calo, documentato dall'Associazione Enologi, il vino Novello registra con sorpresa, ma anche con orgoglio, un + 10% in numero di bottiglie prodotte. Questo significa che i produttori non hanno in linea generale sacrificato il Novello all'opportunità di privarsi o meno di uve divenute rare e costose, soprattutto in alcune regioni. E non è senza significato che ai primi posti della hit parade dei vitigni utilizzati nelle varie regioni, figurino le uve Merlot, Cabernet e Sangiovese, cioè i cavalli di razza della nostra enologia: il Merlot con 116 utilizzi, il Cabernet con 84 e il Sangiovese con 78. Quest'anno sono state prodotte 18.546.660 bottiglie che, raffrontate al venduto della vendemmia 2001, fanno registrare un aumento di 1.726.286 bottiglie con un incremento, in percentuale, del 10,3%. Questo in un anno in cui, come già detto, il risultato vendemmiale ha registrato un - 20%. Rispetto al 2001, il numero dei produttori quest'anno è leggermente diminuito a causa della mancata produzione di alcune aziende dell'area del Bardolino, particolarmente disastrata dagli stratempi estivi. Da un punto di vista delle grandi aree geografiche, nonostante il contingente e provvisorio calo del Bardolino, al Nord domina il Veneto, che è anche leader regionale nazionale, seguito da Trentino, Emilia Romagna e Friuli-Venezia Giulia. Al Centro è naturalmente leader la Toscana che però ha ridotto molto la propria produzione rispetto al passato. E' questa, probabilmente, la conseguenza del vorticoso aumento di valore delle uve Sangiovese. Al Sud e Isole, infine, la tradizionale leadership della Sardegna è seriamente minacciata da Puglia e Sicilia che hanno registrato, rispettivamente, un aumento del 33 e del 12%. Il Nord mantiene saldamente la propria posizione dominante: da solo produce il 61,1% del Novello italiano. La situazione regionale denuncia una superconcentrazione: tre regioni - il Veneto, la Toscana e il trentino - producono da sole il 57,8% delle bottiglie e generano il 59% del fatturato. Nonostante la eclatante diminuzione vendemmiale e il contemporaneo aumento del Novello, quest'ultimo, con i suoi 139.000 ettolitri rappresenta sempre una goccia nel grande mare del vino italiano, lo 0,33%. Il suo fatturato è però interessante ed è valutabile in 80 milioni di ?, pari a 155 miliardi delle vecchie Lire. E, infine, i prezzi: secondo le dichiarazioni dei produttori, il prezzo medio dovrebbe essere di Euro 4,34, pari a vecchie 8.403 Lire, con un aumento del 6% rispetto al 2001. Il vino più caro sarebbe quello trentino, con un più 14,3% rispetto al prezzo medio; quello più conveniente sarebbe l'abruzzese.